Un minuto di silenzio

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Ho osservato un minuto di silenzio.

Per chi comincia e si ferma a metà dell’opera, per chi lascia tutto al fato, per chi prende la vita troppo sul serio e per chi la vive con troppa leggerezza, per chi perde tempo dietro al tempo perduto, per chi guarda le persone senza mai vederle, per chi erra e diabolicamente persevera.

Per tutti gli uomini con le sopracciglia ad ali di gabbiano, per tutte le donne che mettono al cane il cappottino di Burberry e i fiocchetti rosa in testa, per chi fa le foto con l’iPad sembrando un contorsionista, per chi in estate mette l’anguria al fresco sulla battigia e per chi applaude al pilota dopo l’atterraggio. Per chi ha finito le mollette per stendere i veli pietosi, per chi pensa che Sky sia un satellite della terra e lo scisma un gruppo di api.

Per tutte le parole sprecate dette alle persone sbagliate, per quelle non dette alle persone giuste, per chi non ha mai letto un libro e per chi invece ne ha letti tanti ma non è servito a nulla. Per tutti gli onorevoli senza onore, per i fedeli senza fede, per chi parla troppo e per chi tace da una vita intera. Per chi non offre mai una seconda possibilità, per chi non chiede scusa ma le scuse le pretende e per chi rimanda all’infinito per paura del domani.

Per chi inizia le diete il lunedi e le finisce il venerdi, per chi si iscrive in palestra a settembre e non arriva neanche a dicembre, per chi vive di sensi di colpa perchè alle tentazioni non si resiste, per chi abbandona le partite a metà perchè ha paura di perdere. Per chi si lascia ingannare dalle apparenze, per chi crede che la speranza sia l’ultima a morire, che l’erba del vicino sia sempre più verde e che gode di più chi si accontenta.

Per le margherite sfogliate ogni giorno, per le mimose sterminate una volta l’anno, per tutte quelle rose che non fioriranno mai, per chi aspetta san Valentino per regalare un fiore e per chi appassisce come un fiore reciso. Per chi distrugge come la gramigna, per chi si piange addosso come il salice e per chi sta fuori come un vaso di gerani.

Per chi i meriti non se li è meritati, per chi promette ma non mantiene, per chi calpesta la dignità e per chi pretende di avere sempre ragione. Per chi del razzismo ha fatto la propria bandiera, per chi non ha bandiere, per chi vive di clichè e per chi nel pregiudizio ci è caduto e non si è più rialzato.

Per chi scrive xkè al posto di perchè, per chi pensa che l’auto del papa sia la bat-mobile e che il cappio sia espiatorio, per chi non distingue un frustrato da un frustato, per chi scrive per l’omeno, per chi attende sulla sogliola della porta e per chi soffre di patè d’animo.

Un minuto di silenzio per i restanti cinquantanove che sprechiamo per cose inutili, per litigare per cose futili, per tenere insieme cose fragili.

Ho osservato un minuto di silenzio. E’ stato assordante.