Parenti si diventa

22-bruegel-banchetto-nuziale

Ogni tanto, anche i sentimenti hanno bisogno di manutenzione.

Così, in questi giorni di aria tersa dal sapore di inverno, di regali da scartare e guance da baciare e propositi da realizzare, ho portato i miei affetti a fare il tagliando.

E il venticinque dicembre, con venticinque persone, ho riallacciato fili che si erano spezzati e fatto nodi grandi e stretti con nastri colorati.

In un gran guazzabuglio di legami che si intrecciano e si allontanano e si avvicinano e poi si ritrovano, quel giorno ho riabbracciato parenti che non vedevo da anni e mezzi parenti che non avevo mai visto.

Zii emotivi, zie premurose, cugini di sangue e cugine di sangue prestato.

Attorno ad una tavola imbandita di leccornie natalizie, per qualche ora, ci siamo scambiati pezzi di vita, cercando di ricomporre vite intere.

Con la mente che provava a rintracciare facce e occhi e voci nella tela dei ricordi, tra spicchi d’arancia e torrone alle mandorle.

Tutto scorre. E anche i parenti passano, dentro e fuori, scorrendo come un fiume.

Qualcuno si aggrappa ad un rovo, qualcun altro scivola via e va ad incastrarsi altrove.

Silenzio, per anni.

E poi: “scusa, mi dispiace”.

“Dispiace anche a me”.

E infine un abbraccio, che diventa una miniera di cose non dette.

Quel giorno io ero lì ad abbracciare corpi, a ritrovare bandoli, a rattopare vecchi strappi e ad intrecciare nuovi fili.

A fare festa a chi c’era e a ricordare chi non c’era.

Le mie due nonne, ad esempio. Mancavano solo loro.

Da una ho ereditato il nome che porto e la parsimonia delle parole.

Dall’altra la pazienza e la premura.

Mancavano. Ma fra ricordi, aneddoti, storie e memorie, a quella tavola, quel giorno, c’erano anche loro.

Il Natale è passato ed io sono ripartita con una valigia piena di “ci vediamo presto” e di abbracci stretti stretti.

Con il proposito di sentirci, di non perderci, di accettarci per quello che si è.

Poi, guardando un tramonto che si assottigliava all’orizzonte ho capito che niente finisce.

Tutto scorre e continua, diversamente.

E se anche i legami mutano forma e senso, allora parenti non si nasce.

No, parenti si diventa.