Sopra le righe

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Sono fatta di parole, graffiata da virgole, segnata da punti e impastata con tutto ciò che c’è dopo un punto e a capo.

Ma amo gli accenti e quel loro impertinente e sovversivo sfuggire sopra le righe.

Perché sono luoghi incredibili, gli spazi fuori dai margini.

Odorano di inconfessato, di indiscreta discrezione, di ombre che arrivano da chissà dove.

Tra le righe, in uno spazio ristretto e rassicurante, tutti fanno quello che fanno tutti per non sentirsi stonati nel mondo degli altri.

Fuori dalle righe, invece, ci si traveste.

Ci si toglie i vestiti grigi e anonimi e si indossano i costumi di scena.

Un tizio fuma John Player Special solo perché il pacchetto nero si abbina alla sua giacca nera, una tizia mette le extension effetto shatush alle ciglia, una ministra fa una campagna sulla cicogna ed altri uccelli.

Fuori dagli schemi, fuori dal coro o, semplicemente, di fuori.

Essere Frusciante, però, è un’altra cosa.

Sopra le righe si sta bene solo se prima si è stati bene dentro.

Altrimenti si corre il rischio di sporgersi troppo di sotto e di precipitare giù.

A me piace riempire gli spazi e, alle righe, starci sopra, sotto, dentro, in prossimità.

Sono come un capriccio di matita che si muove su una pagina bianca.

Per qualcuno un universo da indagare, per qualcun altro un difetto da non perdonare.

Per alcuni un sentiero spianato lungo il quale si incontrano rose ed altri prodigi, per altri un percorso tortuoso lungo il quale si incontrano spine ed altri mostri.

O sconcerto o stupisco.

Perché ho prepotenze di bambina e pretese di donna.

Perche uso parole aggraziate come una ballerina da carillon o violente come un rossetto sbavato.

E perché, a volte, esco fuori dalle righe e me ne sto lì, ai margini.

Non perche non sappia cosa fare. Lo so, per questo me ne sto ai margini.

Un po’ come quando da piccola, giocando a nascondino, nascondevo solo la testa.

Cosi ora. Mi nascondo, ma solo perchè spero di essere trovata.

Non sono come le altre?

Me lo hanno detto in diversi, diverse volte. E non sempre voleva essere un complimento.

Ma catalogarmi non è facile. Mettermi in riga, nemmeno.

Quindi neanche a tentarci, tanto sarebbe fatica sprecata.

A quelli che lo fanno, ci tiro direttamente una riga sopra.

A quelli, invece, che dicono di leggermi tra le righe, consiglio di leggerne un paio, ogni tanto.