Carta e penna

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Il come, a volte, dice più del cosa.

Perché è nel come che si annida la bellezza.

E nessun piccì, smartphone, messaggio, whatsapp o mail scritta in times new roman corpo 12, potranno mai restituire la bellezza di una lettera scritta a mano.

La magia di un foglio bianco, il fascino di un percorso fatto di inchiostro e pensieri, l’intimità di una scrittura a cui affidare cose che all’orale non sono permesse.

Da anni non ricevevo una lettera così.

Genuina, scritta a mano, con carta e penna. Una di quelle da toccare, annusare, spiegazzare e stringere al cuore.

In pochi mesi ne ho ricevuto due.

La lettera del mio amico Tiziano è stata lucida, come solo un pensiero lucido sa essere.

Perché lui prima ha pensato cosa scrivermi, poi lo ha lucidato ben bene e infine lo ha messo su carta.

E per me ha usato la carta più pregiata, l’inchiostro migliore e il tratto più indicato.

Una lettera di grande fascino e bellezza.

Un foglio che risuona di virgole, accenti, motivi e sensi.

Quel foglio poi è stato piegato, imbustato, affrancato e spedito.

Ho amato aprire la busta ed iniziare a leggere. E poi rileggere. E rileggere.

Lui che mi racconta, io che mi ritrovo.

Oggi ho ricevuto la lettera di Roberto.

Che scrivesse bene, con tastiera e monitor, lo sapevo già.

Da quando ho iniziato a seguire il suo blog https://willyco.wordpress.com/  affascinata da una scrittura elegante e piena di grazia, da uno stile aulico e raffinato, da pensieri che corrono veloci, al pari delle dita sui tasti.

Nella lettera che mi ha scritto, con carta e stilografica, i pensieri sono invece rallentati, distesi, notturni, intimi.

Le parole si sgranano lente e irregolari e l’inchiostro nero scivola sul foglio bianco come una linfa vitale.

Una pagina vuota che, dopo poche righe, diventa fertile e partorisce emozioni, stati d’animo, parole senza mura, ma piene zeppe di nascondigli.

Ho tenuto per un po’ quei fogli tra le mani e ho passato i polpastrelli sulle lettere, quasi fossero in rilievo.

Quasi fossero il profilo di Tiziano e quello di Roberto.

Quasi a voler restituire loro, con una carezza, le emozioni che quei fogli mi hanno regalato.

Il regalo più grande è stato il tempo che mi hanno dedicato.

Perché in un mondo digitale, fatto di sensazioni che corrono veloci, lo stupore viaggia ancora su carta.

E se il cosa scrivere è alla portata di tutti, la differenza, alla fine, sta nel come.