Aria fritta

Anche se ho taciuto, ne ho dette di cose.

Ho trascorso gli ultimi mesi recintata in zone variopinte, dal rosso cremisi al giallo chartreuse, restando a galla come una barchetta di carta.

Ho rincorso la leggerezza dando un nome alle nuvole bianche, regalandomi giornate di vento, di tovaglie blu e di ristoranti sul mare, prendendo il volo verso l’alto, allontanandomi dall’insostenibile pesantezza delle frasi fatte di frittura d’aria un tanto al chilo.

Ho comprato un pc, un tostapane, un frullatore ad immersione, uno spremiagrumi professionale e una friggitrice ad aria per cucinare robe leggere come l’aria fritta.

Ho guardato serie tv turche in turco e israeliane in ebraico, sono entrata in room giapponesi di Clubhouse, ho fatto sogni americani e pensieri in dialetto stretto.

Ho provato affetto per l’equilibrio di Mattarella, tenerezza per i congiuntivi Di Maio, pena per l’inglese di Renzi, fastidio per l’arroganza di Salvini, rabbia per il dilettantismo di Casalino, disgusto per l’incompetenza dei negazionisti, dei complottisti, degli antivaccinisti e anche dei terrapiattisti.

Ho visto tante cose dalla finestra di casa mia, in questi mesi. Le ambulanze sfrecciare, i vicini a spasso con il cane, i podisti improvvisati, l’erba crescere tra l’asfalto, la prima ondata, la seconda ondata, la pioggia cadere a dirotto e il sole morire dentro il mare.

Ho capito che le cose che contano davvero sono quelle che si danno per scontate, che il futuro ha il suono di passi incerti e titubanti, che il presente ha il sapore della speranza e dell’attesa, che gli idioti resistono a tutto, pure alla pandemia.

Ho imparato a trattenere la tosse, a chiamare le paure per nome, a sorridere con gli occhi, a rimanere in silenzio, senza che nessuno me lo insegnasse. E che in Giappone c’è un santuario che viene demolito e ricostruito dai monaci ogni vent’anni, identico a se stesso. Un ragazzo a vent’anni va nel tempio per imparare a costruirlo e ci resta finché non ha imparato tutte le tecniche. Poi, passati i primi venti anni, quando ormai è quarantenne, lo costruisce per davvero, mettendoci tutto il tempo che occorre, cioè vent’anni. Solo quando ne ha sessanta, può insegnare a costruirlo ai giovani che vorranno imparare. Tutto il resto è aria fritta.

Io invece quando non so come fare una cosa, penso a come la farebbe Ryan Gosling al posto mio.

Perché lui lo amo dai tempi di Drive, da quel “Posso parlarti? Non ci metterò molto” che sembrava lo dicesse a me, con quel bomber tamarro color argento e l’aria da matto.

Ecco, se Ryan mi vendesse l’aria fritta, io la comprerei.

31 pensieri su “Aria fritta

  1. E com’è che mi ero perso questo piccolo gioiello? Bello, bellissimo, un bignami degli ultimi 12 mesi, in cui mi ritrovo in tante cose (per natale ho regalato alla mia dolce metà una friggitrice ad aria!). Sì l’essenziale lo diamo per scontato, salvo rendercene conto quando qualcuno ce lo sottrae. E proprio così, ma chissà se almeno questa cosa ce l’ha insegnata questa maledetta pandemia. Chissà!

  2. Penso che in questi mesi, a star lontani da certe persone, abbiamo vissuto quella frase notevole di Harper Lee: con lui, la vita era normale; senza di lui, intollerabile.

    Forse lo sto dicendo anche a te, chissà :-).

    • Parli proprio tu che non scrivi più e che da un giorno all’altro ti sei cancellata pure da Instagram?☹️ (Almeno fatti Clubhouse così lì chiacchieriamo un po’!😍) Allora la friggitrice ad aria a me piace un sacco e la uso molto perché friggendo senza olio ma solo con l’aria calda è una cucina leggera, non si fa fumo, né puzza e le patate fritte, ad esempio, hanno la stessa croccantezza e gusto di quelle fritte nell’olio. Io ci faccio le verdure, il pesce, le polpette ma conosco gente che ci cucina anche le cotolette!

      • Ma davvero hanno lo stesso gusto?? Di te mi fido, non mentiresti sul cibo, per te è sacro come lo è per me se ho capito Jo🤣 ps. Adesso mi spieghi cosa è clubhouse 😳 sono fuori dal mondo 😱 (IG l’ho tolto perché non lo usavo da più di un anno… da qui, anche se non scrivo, non mi cancello. Questo è un posto per me 😍)

      • Nei prossimi giorni ti scrivo in privato via mail e ti racconto tutto e ti mando anche una foto del mio pescespada cotto ad aria così vedi con i tuoi occhi! 😍😂😘

      • Che belle le mie amiche di WP! Anche se ci state sempre (troppo per i miei gusti) poco, ogni volta è una meraviglia rileggervi! P.S. Con la friggitrice ad aria vengono buonissime un sacoc di cose, anche le più inpensate! Il pollo, il pesce, le verdure. La mia dolce metà ha provato anche le frappe, però quelle debbo dire che fritte con l’olio sono un’altra cosa!

      • Diglielo tu, Ro’!🙏❤️
        Le ho mandato anche una mail per convincerla con tanto di foto dei miei manicaretti, ma lei non l’ha nemmeno letta.☹️
        E comunque:
        1) noi non siamo tue amiche di whatsapp, ma siamo tue amiche;
        2) io il numero di telefono di Tif non ce l’ho e adesso lo voglio a tutti i costi;
        3) anche mia mamma ha provato a friggerci l’arancino, ma fritto nell’olio è decisamente un’altra cosa!😂

  3. Per fare una frittura che non rumoreggi nello stomaco, serve aria buona, parole guizzanti, mai troppo grandi, maiuscole solo per sapore. Bisogna infarinarle allegramente, farle sentire contente come accade ai bimbi a carnevale e per farle star bene assieme metterle in una padella di schiuma di mare. Ben calda e scoppiettante mentre fanno il gioco di chi ride per prima. Attendere che il vocio diventi dorato, togliere dall’impiccio, adagiare su carta paglia e poi degustare con abbondante sale tolto dalla zucca. Alla fine, la carta paglia convenientemente ripiegata diverrà un aereo che scala il cielo e non si posa finché non trova il ramo già pronto a rifiorire.

    • Vabbè, io dopo questo chiudo il blog, WordPress, internet, baracca e burattini e vado a coltivare ravanelli in vaso!
      Hai scritto una bellissima metafora, con parole così eleganti e belle che il mio post in confronto sembra scritto da Pierino la peste!
      Grazie di questo bel regalo, Roberto!🙏❤️

  4. molto interessante, leggendo il tuo post ho scoperto questa storia che ignoravo… Santuario di Ise… molto molto interessante, grazie mille.. io non credo di avere una versione di Ryan Gosling o sua controparte femminile, quindi intanto grazie Ise.. 😛

    • Non la conoscevo neanche io, ho scoperto la storia del santuario di Ise solo qualche mese fa leggendo sul Corriere della Sera una intervista di Renzo Piano. Raccontava di un suo viaggio in Giappone e di come in Oriente l’eternità non è costruire per sempre, ma di continuo.
      Ecco, questa cosa mi ha affascinato tanto!
      (Comunque se ti può interessare, la moglie di Ryan Gosling è Eva Mendes…vedi tu!😜)

      • interessantissimo questo concetto “l’eternità non è costruire per sempre, ma di continuo” lo trovo estremamente centrato con il flusso della vita stessa… affascina molto anche me come principio… Beh si dai, interessanti anche i concetti espressi da Eva Mendes… 😛

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