Andrà tutto bene?

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Se un giorno qualcuno mi avesse detto che un virus a forma di corona avrebbe tenuto sotto scacco il mondo intero e che le città si sarebbero svuotate e che per uscire di casa avrei avuto bisogno di un lasciapassare, credo che mi sarei fatta una risata panciuta.

Adesso che è successo, la risata è stonata e attonita, soffocata dalla mancanza di aria, dall’ansia, dal senso di inadeguatezza.

È come camminare con gli occhi lucidi e in punta di piedi sopra un ordigno difettoso e sperare che arrivi velocemente qualcuno che lo sappia disinnescare.

Siccome si apprezza ciò che si ha solo quando ciò che si ha viene a mancare, a me mancano certi punti fermi che non sono necessari, ma confortanti.

Gli abbracci, le strette di mano, le pacche sulle spalle, le cene con gli amici, le chiacchiere ravvicinate sul divano.

Esco solo per andare al lavoro, con l’autocertificazione in tasca e mille paure in testa.

Perché lavoro in un ente pubblico, in uno di quegli uffici che un decreto decretato nottetempo ha considerato servizio essenziale. E come tale non si può interrompere, né si può fare da casa.

Quindi la mattina mi vesto di cautela e di coraggio e vado, attraversando strade vuote e piazze silenziose e c’è la primavera tutt’intorno che intanto se ne frega.

La scrivania come trincea e nel cassetto un igienizzante per le mani che uso come se fossi Ponzio Pilato.

Pensando alla mia famiglia che è lontana mille km da me, ma so che per stare vicino a qualcuno non è necessario averlo accanto, quindi stringo i denti e penso ai fusilli pesce spada e melanzane che mia mamma mi farà appena potrò tornare giù, all’abbraccio di mio nipote in cui ritrovo tepore e tenerezza e il nodo in gola, piano piano, si allenta.

Andrà tutto bene?

Andrà tutto bene solo se ci impegneremo a rispettare le regole, se ci comporteremo responsabilmente, se resteremo a casa per il tempo che servirà, se ci prenderemo cura di ogni nostra paura e anche se fosse una bugia dobbiamo credere che tutto andrà bene.

Io non lo so se andrà bene, ma so che farò in modo che non vada altrimenti.

46 pensieri su “Andrà tutto bene?

    • Intanto vediamo di sfangare questo, che non mi sembra poco.
      In questo momento Gab, non riesco ad avere una visione a lungo raggio per capire ciò che accadrà dopo. Miope pure un questo 🙄, ma davvero sto cercando di andare avanti giorno per giorno e di affrontare un problema alla volta.
      Ma hai sicuramente ragione tu!

  1. A me preoccupa chi non sta attento bene, come i miei famigliari 🙄
    Non c’è modo di spiegarsi!
    Chi crede di far bene e fa pochissimo di giusto, chi crede sia un complotto… 🤦
    Per il resto faccio il possibile per stare attenta e cerco di pazientare, ma l’isolamento non mi pesa, è nelle mie corde da prima 😄💕

    • Non mi parlare di familiari! 🙄
      Io passo le giornate al telefono a raccomandare ai miei di non uscire, ma è come se li facessi stare agli arresti domiciliari… ☹️
      Sarà che io sono costretta ad uscire per andare al lavoro e la giornata bene o male mi passa, ma capisco chi deve stare chiuso 20 giorni consecutivi in un appuntamento di 60 metri, magari famiglie con bambini…è difficilissimo! Io credo che a lungo andare arriverò al punto di parlare con le piante o con le fughe del pavimento! 😂
      Teniamo duro Sara, dovrà finire questo periodaccio! ❤️😘

  2. Questa frase l’ho trovata in molti film horror di contagio universale…. Preferirei dire d’esser tranquilli con se stessi e trovare il modo di proteggerci e proteggere chi ci sta vicino sopratutto con la mente che col corpo !
    Valgono più, anche in questo caso, i sentimenti veri e poco qualunquismo !
    Capisco che tutto questo fa paura, ma visto che ci dobbiamo chiudere in noi stessi, cerchiamo di riflettere di quanto sia importante non sottovalutare nulla.
    Certo che andrà tutto bene, magari fra mesi, ma, adesso, sarebbe meglio non dire più nulla e sperare che tutti facciano il proprio dovere sia sentimentale che fisico.

    • Sai cosa Ste’, ognuno usa i mezzi e gli strumenti che ha per esorcizzare la paura.
      C’è chi piange, chi ride, chi accende lumini sulle finestre, chi canta l’Inno di Mameli dal balcone e chi disegna arcobaleni pensando che andrà tutto bene, perché dopo una tempesta si sa che il sole esce sempre.
      Non ci trovo alcun qualunquismo in questo, magari qualcuno lo farà anche per seguire le masse, ma spero invece che sia un’onda di ottimismo che piano piano travolga tutti.
      Tutto qui. 😊

      • E’ come dici tu. Probabilmente, la mai reazione è controcorrente in tutti i casi della Vita (e casini pesanti li ho subiti anch’io). Per questo vivo tutto questo ‘esorcizzare la paura’ come una cosa da vivere nella propria intimità cercando di massimizzare le proprie forze per farcela.
        Sono punti di vista, o meglio, reazioni umane diverse, che comunque portano tutte a capire che siamo sempre in bilico su qualcosa che non capiamo fino in fondo: La Vita.

        Ciao.

  3. La frase con cui hai chiuso il post è davvero splendida. Ogni volta che passo a trovarti trovo sempre almeno un post di altissima qualità, e anche stavolta non mi hai deluso.

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