Un passo indietro

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Lento lento, veloce veloce, lento lento, veloce veloce.

Capita che la vita non sia sempre un elegante fox-trot, ma tocca ballarla comunque.

Compiendo il primo passo, ritornando sui propri passi, camminando su strade dritte e veloci o su sentieri tortuosi e lenti.

Poi le strade a volte si incrociano e ci si incontra.

Ci si può ignorare o salutare e basta o anche decidere di far due passi insieme.

Avanti o indietro non é importante, sono i motivi giusti o sbagliati che fanno la differenza.

Ora, per come la vedo io, credo che esista un ragionevole dubbio su ciò che voleva dire e invece ha detto il tizio che si chiama come Mozart.

Ha detto di aver scelto una ragazza a condurre con lui il Festival perché è bella, perché è la fidanzata di e perché sa stare un passo indietro al suo uomo.

Un passo indietro, sia mai gli facesse ombra.

Ma ammesso che sia stato frainteso e che non era sua intenzione dare della donna un’immagine così stereotipata, il problema non è ciò che ha detto.

Il problema è che il maschile, davanti al femminile, ancora sbanda.

E le donne come me devono ancora ricordare agli uomini, e forse a loro stesse, di essere fatte di corpo e anche di pensiero, di essere capaci di muovere intelletti e di smuovere coscienze, di segnare strade ed essere creature portatrici di dignità.

Perciò bellissime.

Perché bellezza, per me, è quello che rimane di una donna quando si dimentica di essere bella. Il resto è réclame.

Ma vivere in un mondo di tronisti, pupe e veline, dove essere belli conta più di essere bravi, dimostra quanto la strada sia ancora lunga.

E anziché fare un passo indietro, quella strada sarebbe auspicabile percorrerla insieme, fianco a fianco, rispettando ognuno l’andatura dell’altro.

Di passi indietro io ne faccio tanti. Per ammirare meglio un quadro, per prendere la rincorsa, per dare un senso a quelli che farò avanti.

L’errore è fare un passo indietro per far percepire l’altro come un gigante, perché a seguire un’ombra si diventa solo l’ombra di un’ombra.

Detto ciò, aridatece Pippo Baudo.

28 pensieri su “Un passo indietro

  1. Non avrei potuto scrivere cose più intelligenti di così sull’argomento. Una scivolata che purtroppo denota un modo di pensare che è duro a morire. Da parte mia, come sai tu che mi segui sono profondamente e apoditticamente convinto della superiorità di voi donne. Ne ho le prove, più d’una. D’altra parte al contrario, quando è l’uomo che fa un passo indietro, spesso è solo per vedere il fondoschiena della fanciulla che gli sta davanti, quindi non so proprio come se ne possa uscire….. ^_^

  2. Le tue riflessioni sono sempre esatte, almeno per me. Camminare insieme, la cosa più equilibrata! Ma che vuoi…..siamo indietro

  3. Non è masochismo, ma sfiga cara José e mo’ ti racconto: in tutta la mia vita avrò guardato Sanremo – sì e no – tre volte, non ho mai – dico mai – ascoltato le conferenze pre-Sanremo e tantomeno conoscevo Amadeus, ma dato che si era accesa una polemica assurda a seguito dell’annuncio di invitare Rula Jebreal (persona che stimo) ero molto incuriosita di ascoltare colui che ha avuto la coraggiosa idea di invitarla… poi ho scoperta ho scoperto ho scoperto ho scoperto IL NULLA COSMICO 😢, il resto lo sai già 😑

    Detto questo, è doveroso specificare che il problema non è tanto Amadeus quanto chi ha la/e responsabilità di incaricare in RAI figure senza esperienza né preparazione. Insomma, come ben dici tu, um nuovo Pippo Baudo ormai è introvabile.

    Un bacioabbraccio 😘❤️

  4. Cara José, tu non lo sai, ma io ho ascoltato tutta-tutta la conferenza stampa di Amadeus in cuffia, durante la mia pausa, solo per poter soffrire e “rinfocolare” il mio femminismo di donna/docente/mamma single. E mo’ grondo odio…

    Un abbraccio forte 🤗😘❤️

    • Vabbè, ma tu allora sei proprio masochista inside eh! 🙄
      Ma come ti viene in mente di ascoltare la conferenza stampa di Amadeus in cuffia? Non erano meglio i Led Zeppelin a palla? 🙄😂
      (Ti adoro! ❤️🥰)

  5. Sai che ci pensavo proprio oggi, a qualcosa di simile, mentre in televisione vedevo la pubblicità de “La pupa e il secchione” (ahimè)? Nel mondo di oggi, sembra che chi è intelligente o, meglio, in quel caso: acculturato) lo è solo perché non è bello. Fosse nato bello, mica avrebbe studiato…

    P.S.: io l’ho sempre detto, che della bellezza non me ne faccio niente. D’altronde, il mio professore di chirurgia plastica (uno che se ne intendeva, insomma) diceva che la bellezza senza il fascino non conta nulla. Ad essere belli, sono buoni tutti.

    P.P.S.: bentornata!

    • Hai centrato il punto Gab!
      La combo bellezza+intelligenza pare un’utopia.
      Eppure quanto è bella una persona intelligente?
      La verità è che spesso (ed è una prerogativa di noi donne) per 15 minuti di notorietà sviliamo la nostra intelligenza, mortifichiamo la nostra cultura e svendiamo la nostra dignità (La Pupa e il secchione docet…🙄)
      A me è rimasta impressa una frase che mi disse una volta una donna bellissima e con un cervello grande così: “Avere una mente complessa è come avere delle grosse tette. Tutti la ammirano, ma nessuno sa come sia scomodo andarci in giro.”
      Eh!

      • Forse hai ragione, ma non è colpa delle donne.

        P.S.: uno dei miei maestri mi ha insegnato questa frase: “se entrate a casa di una persona e non vedete dei libri, non andateci a letto”.

    • Tesoro bello, ma che fine hai fatto?
      Tra un cambio pannolino e l’altro, ti immagino sempre su un aereo in giro per il mondo a sorseggiare bollicine e a mangiare cose improbabili e a fare il lavoro che ti piace!
      Dimmi che è così, perché se è così ti perdono l’assenza prolungata da questo luogo.
      (P.S. Manchi, assai! ❤️😘)

      • É proprio così! Sto girando come una trottola e non sai quante avventure avrei da raccontare, ma non riesco a buttare giù niente! Però ora ricomincio a leggere almeno, mi è mancato questo pezzetto ormai di me 😊

  6. Fosse per me le donne non starebbero ne un passo indietro ne avanti ne di lato ma starebbero semplicemente dove meglio credono e dove hanno voglia di stare. Personalmente poi sto meglio pure sotto!😂

    • Quello perché sei pigro…🙄
      Comunque visto che fai parte anche tu del mondo dello spettacolo, spiegaglielo tu al tuo collega Ama cosa si può e non si può dire durante una conferenza stampa! 🙄😂

      • Ma che pigro e pigro…è che così non sbaglio di sicuro!😂
        Se lo vedo gli riferisco! 😜 Comunque sto rivalutando il cinema muto!😬🤔

  7. Confesso che di San Remo, da molto tempo mi interesso poco. Anche della giostra che ci sta attorno e che rispecchia troppo il paese in cui viviamo, mi interesso solo per i motivi che potrebbero cambiarla. In meglio spero. Di questo tizio, neppure simpatico, che si arroga il diritto di dire ciò che è buono socialmente e di ciò che è giusto per le donne basterebbe notare che il suo nome non lo rende un dio ma solo un poveraccio ricco.
    Un passo indietro, e poi un altro
    così aumenta la distanza,
    non si sente più ciò che regala la spalla,
    il calore dell’abbraccio,
    la vista che diventa comune sguardo,
    neppure ci sarà tempo per l’avviso:
    davanti a te c’è il baratro.
    Resterà l’ombra che prima ti toccherà indecisa
    e poi si staccherà felice
    di un altro sole condiviso.

    • Io ho imparato ad amare Sanremo perché mia nonna mi canticchiava le canzoni di Nilla Pizzi (“Grazie dei fior, fra tutti gli altri li ho riconosciuti.
      Mi han fatto male, eppure li ho graditi”…POESIA!!!😍)
      Adesso lo guardo più come fenomeno di costume, non ricordo un nome, nemmeno uno, dei vincitori degli ultimi anni, figuriamoci le canzoni.
      Ma, vuoi o non vuoi, per un paio di mesi l’anno non si parla d’altro e le polemiche non si sa più se sono costruite ad arte o se sono frutto di sciatteria linguistica.
      Ecco, Coso durante quella conferenza mi è sembrato più sciatto del solito.
      (P.S. Se non si può più avere Pippo Baudo, almeno si potrebbe riavere Woodstock?😜)
      Ciao Roberto! 😘

  8. a parte che ho faticato non poco a capire chi fosse il tizio che si chiama come Mozart (mi sono scervellato per ricordarmi di qualcuno che di nome facesse Wolfgang) e a parte che, anche dopo che ho capito, ho faticato a ricostruire i termini della questione (sono un individuo sanremo free), mi sorprende come tu riesca a tirare fuori da un argomento così banale (mi sono documentato) pensieri belli e profondi e affermazioni originali di smagliante verità (“bellezza, per me, è quello che rimane di una donna quando si dimentica di essere bella.” WOW!)
    ml

    • Mio caro Massimo, ho letto la prima parte del tuo commento e ho riso per dieci minuti 😂 (nella seconda invece mi sono emozionata…)
      La verità è che faccio fatica a chiamare Amadeus uno che ha cinquant’anni suonati e allora ho scomodato Mozart, e spiegare nei dettagli la cazzata che aveva detto mi sembrava pleonastico. Se ne è parlato in tutti i luoghi e in tutti i laghi, quindi ho scritto il post dando per scontato che tutti sapessero. Mea culpa (buon per te che prima di oggi non avevi letto niente su questa polemica…roba da Medioevo! 😱).
      Per il resto ti dico solo grazie, grazie di cuore!

      • io nel frattempo ho usato quella tua frase sulla bellezza in una conversazione tra amici e ho fatto un figurone (massimo, ma come fai a essere così poetico e preciso? eh, ragazzi che ci volete fare, so’ bravo!)
        quindi doppio grazie a te 🙂

      • Te la regalo volentieri!
        (Che poi è un concetto talmente vero e quasi banale nella sua verità che anch’io chissà dove l’ho letto o da chi l’ho sentito. È da duemila anni che ci spacciamo per scrittori di aforismi invece tutto è già stato detto e scritto. Il segreto è dirlo e scriverlo con parole nuove, secondo me!)

  9. Sono le prime riflessioni sensate che leggo sull’argomento! Alcune frasi mi hanno colpito più di altre, tipo quelle sul non fare ombra (prima o poi imparerò).
    Grazie, perché leggerti porta sempre a leggersi dentro! 😘

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