Tutto il resto è noia

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Una vita a prepararsi ad ogni evenienza, tranne a quello che poi succede.

Perché la vita non è ciò che si dice, e neanche ciò che si fa. La vita è quel che ti succede mentre dici e fai.

E dicendo e facendo, io ho preso gli orecchioni.

Imprigionata in casa senza poter uscire e senza poter ricevere visite, ho trascorso dieci giorni a fare quello che mi riesce meglio. Nulla.

Non ho pensato, non ho ragionato, non ho rimuginato sulle cose della vita.

Nullafacente presso me stessa.

Da sola, in assoluto silenzio, ho badato al soffitto, ho guardato il mondo senza l’ansia di dargli un senso ed ho svuotato la mente, come uno secchiello si svuota sulla battigia.

Ho lasciato che sia, e basta.

Ho perso ore a seguire le volute di piccole nuvole, a osservare bambini bavosi che giocavano in cortile, ad ascoltare la cacofonia delle voci del palazzo, ad accorgermi di un sacco di cose che mai si accorgeranno di me.

E poi dormire, leggere, guardare serie tv, telefonare, dormire, ascoltare musica, dormire, scrivere cose al piccì, sistemare gli armadi, pulire i vetri, dormire, rispondere ai messaggi, guardare tutorial sulla fatturazione elettronica o su come si mette l’eyeliner, mangiare, dormire.

Come forma di protesta ogni tanto sbadigliavo.

Una catarsi lunga ed utile, perché per annoiarsi ci vuole tempo.

E la gente che non conosce la noia, l’ozio, l’uggia, il torpore, non sa cosa si perde.

Si accettano le cose che capitano, si riprende fiato, ci si ritaglia un po’ di tempo da perdere, ci si rivuole bene.

Si capisce che è tutta una rincorsa, un’attesa, un allenamento a un futuro che verrà, ad un domani che arriverà, ma in realtà nessuno è mai pronto, a niente. E questo, forse, è il bello. Da “io da grande farò la ballerina” alle previsioni del tempo, la vita è tutta una serie di aspettative ingannevoli, inaffidabili e meravigliose.

Ci si convince che se c’è il male allora c’è anche la cura. Basta fare gli anticorpi alle malattie nuove che capitano.

E si spera che, dagli orecchioni in poi, ci saranno un po’ di anticorpi anche per le altre cose brutte della vita.

Comunque, chissà perché ho preso proprio gli orecchioni. Chissà perché proprio ora.

Forse per sentire tutti. Forse per sentire meglio.

Quello che so è che nei giorni di quarantena la mia faccia sembrava disegnata da Botero e le orecchie erano talmente gonfie, arrossate e calde che da allora si chiamano Vesuvio ed Etna.

40 pensieri su “Tutto il resto è noia

  1. eheh, li chiamano orecchioni mica per niente 🙂
    comunque come sempre trai dagli eventi della vita piccole saggezze di comportamento e perle di scrittura, a partire dall’incipit che è di una verità sfolgorante: pattugliamo mari e Alpi per non farci cogliere di sorpresa e poi la vita ci sorprende sempre.
    buona guarigione 🙂
    ml

    • Grazie Massimo, il post risale a qualche settimana fa e ormai sono guarita. Ma è stata dura, certe malattie prese da grandi sono molto noiose e lasciano qualche strascico…altro che No Vax, io adesso mi vaccino pure per l’unghia incarnita! 😂

  2. Si, d’accordo ma poi…
    Mi hai ricordato la mia mamma, quando a 14 anni ,mi portava al mare il primo di luglio ma la comitiva non arrivava mai prima del 10 Agosto. “Annoiati” mi diceva …”nella vita ci si deve anche annoiare ” esclamava. Annoiare ? a 14 anni? quando non pensi ad altro che alle serate sulla spiaggia a rimirar le stelle con il ragazzetto”stagionale”?
    Eppure poi si cresce e oggi penso: “ahhh se avessi dato retta a mia madre forse ora sarei meno stanca”.
    Se mi fossi annoiata quando potevo.
    Altro che maledetta noia .

    • Io invece ho coltivato la noia sin dalla tenera età, quindi sono allenata.
      Solo che la routine di tutti i giorni, le scadenze, gli obblighi, le corse, lo stress, difficilmente mi fanno ritagliare qualche ora solo per me, nullafacendo.
      Ecco perché ho approfittato di questi dieci giorni di stop forzato.
      Non ho fatto nulla e non mi sono sentita in colpa per questo.

      • Io invece ero la tipica ragazza ribelle, dai mille sogni irrealizzabili e alla perenne rincorsa di qualche cosa .
        Riflettendo non è che sia poi cambiata così tanto 🙂 e, ti dirò, penso sia anche ereditaria, visto che mia figlia è tale e quale a me.

  3. Da piccola non ho avuto gli orecchioni; da quando ho le bimbe che frequentano la scuola mi è venuto il panico, che potessero fare da portatrici sane (sono vaccinate, loro). Così ho insistito per fare gli esami per capire se ero immune e nel caso farmi vaccinare. Ho dovuto insistere nel vero senso del termine, ma alla fine il tuo post mi ha dato ragione (e comunque avevo gli anticorpi).

    • Col senno di poi, Elena, e visto quanto sono stata male mi sarei fatta vaccinare anche io, altro che “no vax”!
      Perché certe malattie prese da adulti, sono molto più noiose e pericolose…meglio insomma prevenire.

    • La noia non è sbadigliare, ma è fucina di idee e di riflessioni!
      L’otium latino altro non era che la conoscenza e la contemplazione intima di se stessi, quindi diciamo che in quei dieci giorni io mi sono contemplata intimamente!😂
      E tu fai bene a suggerire ai tuoi piccoli alunni di “annoiarsi” un po’, da grandi se ne ricorderanno!

  4. La tua riflessione sulle cacofonie del palazzo mi ha fatto venire in mente John Cage, che scrisse 4.33 dopo essersi reso conto che il silenzio non esiste mai davvero. Forse è per questo chr agli uomini non piace stare soli: hanno paura di sentire il rumore di fondo.

    • Che il silenzio non esiste, l’ho capito anche io in quei giorni.
      Fra rumori di fondo e rumori di dentro non mi sono mai sentita sola.
      (P.S. Sono andata a cercare il video di Cage. Non conoscevo 4.33, ma ho capito che ogni suono può essere musica.)

      • Cage parlava proprio di quelli che tu chiami “suoni di dentro”… sai che ci ho scritto un articolo? 🙂
        Secondo me è il pezzo più geniale della storia della musica. Sarebbe molto bello lasciare un registratore acceso, quando si esce di casa… sperando che non finisca come in Blow out di Brian De Palma:-).

      • Mi rendo conto che a volte sono eccessivo e pesante e per questo commento decisamente esagerato chiedo scusa. Non era mia intenzione offendere ma ci sono riuscito benissimo e ne sono decisamente dispiaciuto.

      • È che le battute da caserma a me non hanno mai fatto ridere.
        E il tuo commento, che so essere stato scritto in buona fede, stavolta non mi ha strappato alcun sorriso.
        Ma ti sei scusato. Qui e in privato. Quindi va bene così, adesso possiamo tranquillamente tornare a cazzeggiare. 😊

    • …issimo! 🥺
      Hai presente mal di testa, mal di denti e mal di orecchie contemporaneamente? Ecco, così! 😱
      E tra l’altro non ci sono antibiotici o medicine da prendere, bisogna solo aspettare che la malattia faccia il suo decorso e pregare tutti i santi del rosario che faccia in fretta. 😂

  5. La Noia, penso sia una cosa meravigliosa ! Da quando ho perso il lavoro e vado avanti con qualche lavoretto a progetto (che poi sviluppo a casa visto che faccio SW) le quattro mura+soffitto+pavimento sono diventate il mio ideale !
    Sai, faccio quasi fatica ad uscire ! Sembra un paradosso ma, a casa ci sto da RE !
    Sarà che questa inesauribile calca di confusione esterna, fatta dal vociare e dal pensare banalità, hanno fatto di me in questi mesi, un vero orso bruno e, tutto sommato, il letargo mi da quel non so che … Di vivere veramente bene !

    Ma come hai fatto a prendere gli orecchioni ? Sei andata in giro nelle scuole ?

    Ciao.

    • Anche io a casa ci sto da regina, ma ci sono sempre stata per scelta, mai per costrizione.
      Quindi ero un po’ preoccupata quando il dottore mi ha detto che non potevo assolutamente uscire, né incontrare gente per almeno una decina di giorni.
      Lì per lì mi sono sentita agli arresti domiciliari, poi ho pensato che l’unico modo per far passare il tempo era non far assolutamente nulla: niente orari, niente obblighi, niente doveri, niente.
      E i dieci giorni, oziando, sbadigliando e nullafacendo, sono volati!

  6. La memoria e le abitudini non si amano. Voglio dire che appena esci dalla stranezza del fermarsi per cause di forza maggiore si dimentica tutto. Anche il buono che lasciamo perdere per cause che meriterebbero molto meno. Ti auguro lo star bene e la memoria. Gli orecchioni sono il segnale che la vita ti chiede di provvedere alla tua nuova giovinezza.

    • “Nuova giovinezza” suona talmente bene che quasi quasi mi faccio altri dieci giorni a casa per provvedere a me stessa!
      Grazie del prezioso augurio, Roberto: adesso sto bene e se ne ho scritto è proprio perché è passata, ma volevo conservarne memoria.
      Buona giornata! 🤗😘

    • Che botta, Mela mia! 🥺
      Comunque ne ho approfittato per fare tutte quelle cose che rimandavo da una vita: lo scrub al corpo, la maschera al viso, gli impacchi ai capelli.
      Volendo mi sarei buttata anche sui biscotti e le patatine fritte, ma facevo fatica a deglutire (meno male! 🙏😂)

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