Tante paure, un solo coraggio

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E tu cosa faresti se non avessi paura?

Io, ogni tanto, mi infilo sotto al letto insieme ai mostri e allungo la mano per vedere come stanno.

Mentre il cielo fuori brontola e borbotta, come se sapesse.

Certo che ho ancora paura della mia ombra, ma crescendo ho smesso di avere tante piccole fobie.

Le altre, invece, sono diventate grandi con me.

Servono a ricordarmi la misura di ciò che sono e di ciò che non posso essere.

Ho paura della frivolezza degli sciocchi, della sommarietà dei mediocri, di chi minimizza sorridendo, di chi vuole avere ragione per forza, di chi dimentica il male fatto perché si assolve in fretta, di esagerare, di deludere, di disturbare, di non farcela, della mia ignoranza e dell’altrui saccenza, dell’approssimazione, della perfezione, della perdizione, di dire le cose belle ad alta voce, di pensare no quando tutti pensano sì, di fare a meno o di fare di più, della coscienza che gioca con se stessa fino ad ingannarsi, dei tuoni, dei topi, dei clown, dei passaggi a livello, delle altezze troppo elevate, dei luoghi affollati e delle argomentazioni disabitate.

Anche le tempeste mi spaventano ogni volta, eppure sono quelle che puliscono il mare.

E anch’io sono la somma di tutte le volte che ho detto “non ce la faccio” e poi, invece, eccomi qua.

Funziona così tra i vivi e i sopravvissuti.

Perché poteva andarmi peggio, potevo non avere coraggio.

E invece se una cosa non mi piace ci metto la maionese e se una cosa mi fa paura la guardo in faccia dallo spiraglio tra le persiane e faccio gli scongiuri con il sale marino integrale grosso.

Poi ne parlo un po’ con me stessa e ci organizziamo.

La paura si riconosce da lontano: ha le unghie affilate, il sorriso stonato e il fiato corto che sa di rancido e saliva.

Quando arriva azzanna il respiro, stordisce i pensieri e avvelena i sogni, ma il mio segreto è smozzicarla e sminuzzarla in tanti pezzi, cercando ragioni.

Lei guaisce per un po’, finchè non si accuccia e rinuncia e sfuma.

Quanto sono forte quando ho paura.

Dunque chi dice che avere paura è una debolezza ha davvero scassato la minchia.

E questo è quanto.

23 pensieri su “Tante paure, un solo coraggio

  1. Vedi, José cara, ultimamente, sono stata afflitta da un grande dolore mischiato a una grande paura, due sentimenti che mi hanno provocato una “paralisi” … ma poi, scattano i meccanismi di difesa, e di resilienza. Quella che trovavo nelle tue parole, ogni volta che, presa dalla disperazione, mi davano e mi danno carica e fiducia…

    Sì, hai perfettamente ragione, ciò che fa sempre e comunque la differenza è il modo con il quale affrontiamo le nostre paura… ed io devo ammettere che, questo tuo post, l’ennesimo, conferma e mi conferma la grandezza della tua persona.

    Grazie di cuore 🙏🏻❣️
    Un forte abbraccio😘🤗

    • Mia cara Nad, avevo notato la tua assenza qui, ma in cuor mio avevo sperato che tu fossi da qualche parte a goderti la vita e le giornate.
      Invece ora leggo che il distacco dal virtuale è stato causato da problemi di vita reale. E non sai quanto questa cosa mi dispiaccia e mi addolora. ☹️ Se potessi ti abbraccerei, ti racconterei una delle mie storie buffe e ti strapperei un sorriso.
      Sei il mio alter ego spirituale, ma questo tu lo sai già.
      Vorrei dirti che “tanto tu sei forte”, ma è una frase che mi infastidisce molto quando la rivolgono a me, quindi mi limito a dirti di tenere duro, di attraversare il dolore, tutto fino in fondo, perché solo così potrai lasciartelo alle spalle.
      E se hai bisogno di una parola di incitamento o una conferma della bella persona che sei, non esitare a scrivermi, anche in privato.
      Io sono qui! ❤️🥰

  2. Il coraggioso a volte è chi ha paura di avere paura, chi non si può permettere di averla. E comunque, restando ai fumetti, come Asterix l’unica paura che abbiamo è che ci cada il cielo sulla testa!

  3. Di non fare abbastanza.

    Ho scritto, qualche tempo fa, due articoli successivi (un articolo e un racconto, in realtà) che parlavano proprio di paura. Ed ancora adesso, se me lo chiedo, non posso che rispondermi: di non fare abbastanza.

    P.S.: ti piacciono i fumetti?

    • La tua risposta mi ha fatto riflettere.
      Perché io ho sempre attribuito il mio non fare abbastanza al carattere, alla pigrizia, alle circostanze, ma mai alla paura.
      Insomma, non ho mai pensato che la paura potesse impedirmi di fare di più. Però adesso che ci penso meglio…

      I fumetti? Non tanto…sono ferma a Topolino, Diabolik e Tex. Ma ero solo un’adolescente e da allora ho sempre preferito leggere cose senza figure. 🙂

      • In realtà volevo dire il contrario. Vedi che “avere paura” significa molte cose diverse:-).

        C’è un numero di una rivista degli anni 90, PKNA (dedicata ad un Paperinik “futuribile”), dedicato proprio a questo argomento. È il numero 10, mi pare, e si intitola “Trauma”. Leggilo, se lo trovi (non è difficile, lo hanno anche ristampato pochi anni fa).

  4. Ma guarda che una cosa non esclude l’altra.
    Io uso la Moleskine e una vecchia Montblanc per i pensieri più intimi, per gli appunti estemporanei, per le parole che non voglio condividere.
    E poi uso la tastiera per le parole che premono e chiedono di uscire, per le riflessioni più generali, quelle su cui voglio confrontarmi e sapere come la pensano gli altri.
    Per questo penso che i commenti siano la parte più bella e vera dei blog.
    Dai, WordPress ti aspetta e…anche io! 🤗

  5. Quanto mi piaci mente in volo le tue parole le accolgo tutte lo sai sono farfalle anche scure se vuoi falene eppure ci sono e resistono proprio oggi ho scritto di isole paurose lì dove ci si accontenta e non si riesce ad esserci realmente lupi mannari mostri e vampiri compresi 🤯👩‍🔧

    • Quanto mi piaci tu, mente libera, che mi ricordi quante parole e pensieri ci siamo scambiate in questi anni!
      Dopo passo da te a leggere delle tue isole paurose e dei lupi mannari.
      Grazie! 🙏❤️

  6. Com’è che diceva Totò?
    “Coraggio ce l’ho. È la paura che mi frega”
    Ecco, per me è una cosa del genere. 😊

    • Io ho entrambi e cerco di non farmi fregare né paralizzare dalla seconda.
      Che poi la paura è una roba così irrazionale e così umana che bisogna farci fare i conti tutti i giorni, per piccole e grandi cose.
      La mia riflessione nasce da una discussione avuta lo scorso fine settimana con amici che sostenevano che la paura è comunque una forma di debolezza e che non bisognerebbe mai mostrarla perché dall’esterno viene vista come una crepa, una fragilità.
      E per me invece le fragilità sono delle medaglie belle da mostrare.

  7. Se c’è soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione perché ti preoccupi?, diceva Aristotele.
    Quindi perché farsi prendere dal panico e dalla paura? Io ti conosco, sei forza e roccia. 😍😘

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