Mille voglie

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Che voglia di ascoltare i Nirvana, di infornare una ciambella, di sistemare in un vaso bianco un mazzo di tulipani viola, di un po’ di coraggio e di un po’ di culo, di un angolo di muro, del polpettone che faceva mia nonna, di rispondere no, di tornarmene a letto, di un inseguimento tra le strade di New York a bordo di una Dodge St. Regis nera, di un nascondiglio da qualche parte in mezzo a questa confusione, di un appuntamento al buio sotto un lampione, di allontanare la gente che mi guarda e decide chi sono, di chiudere la porta ed aspettare che si apra quel cazzo di portone, di non raccontarlo a nessuno così continua ad esistere, di caramelle gusto mojito, di giocare con il fuoco, di cancellare un pezzo di linea gialla, di spacciare dubbi, vendendoli per certezze, di seguire i consigli di chi non me li dà, di abbandonare a sé tutto ciò che non vale la pena trattenere, di diventare giornalista enogastronomica e mangiare a scrocco da Cannavacciuolo, di non aspirare al molto, ma al meglio, di seguire le parole senza domandare dove possano portare, di giocare a bowling con Jeffrey Lebowski, di confessare al soffitto di casa che a volte parlo anche con il soffitto dell’ufficio, di abbracciare un albero storto dal vento, di scaraventare i pensieri oltre il pensato, di organizzare corsi di immersione per persone superficiali, di una sedia a dondolo e di un vecchio grammofono, di un lucidalabbra alla mela e mandarino, di fare l’assaggiatrice di tiramisù, di spalmare sulle spalle altrui i pesi che pesano troppo, di mettere in gabbia il tempo che vola, di raddrizzare tutte le cose storte o restare a testa in giù per un po’, di comprare un ombrello fatto di carta di riso e canna di bambù e usarlo come paracadute, di scrivere una barzelletta sul biscotto del Cucciolone, di dire parolacce a chi ammazza le donne, a chi applaude al razzista, a chi picchia i deboli, a chi spara in nome di un dio che forse non c’è, di imparare a suonare l’arpa, di non essere leggera, ma sembrarlo, di fare un giro su una barchetta di carta che se ne frega di dove deve approdare, di un’ottima annata, di una buona notizia, una qualunque, ma un bicchiere di vin brûlé andrà bene uguale.

(Non la sentite anche voi questa voglia improvvisa di frittura di totani, di cioccolata calda con panna e di nichilismo russo?)

57 pensieri su “Mille voglie

  1. se la legge un rapper te la mette in musica, il ritmo c’è già.
    oltre alla sua musicalità, mi piace il modo in cui hai messo insieme voglie sacre (cioè serie) e voglie profane, scherzose (l’incontro al buio..sotto un lampione!)
    ma soprattutto mi piace lo spirito che aleggia in tutte, quella leggerezza che hai inserito tra le voglie e che non è superficialità.
    ml

    • Fedez mi leggi? 😊
      Grazie Massimo, è la tua sensibilità che ti ha permesso di cogliere il senso vero del post.
      E concordo con te, la leggerezza non è mai superficialità per chi conosce il peso dello sprofondare.

  2. Guarda che ti leggo sempre. E sempre mi piace leggerti. Non ho avuto tempo per commentare nel dettaglio ogni post, volevo dirtelo. Ciao. Vin brule anche per me.

      • Come la carta? 😊
        Non lo so, scrivo influenzata ogni volta dallo stato d’animo del momento.
        A volte sono più tagliente, altre più indulgente.
        Quello che cerco però di fare è di sfoltire, di limare, di togliere il superfluo.
        Convinta che per dire le cose che si vogliono dire, non servano poi tante parole. 😊

  3. Pingback: Mille voglie (diverse) | Fuori sincrono

  4. Questo “flusso di coscienza”, così diretto, senza filtri e pause, mi fa venire, a mia volta, voglia di qualcosa. Voglia di scrivere sul mio taccuino ingiallito, riscaldata dal fumo di una tazza di tè allo zenzero bollente, voglia di uscire fuori al freddo, facendomi scalfire la faccia dal vento, voglia di osservare i passanti durante il loro tram tram, ed ancora voglia di innamorarmi, di baciare, di stringere la persona giusta in un lungo abbraccio…..e mi fermo, perchè potrei andare avanti all’infinito! =)

    • Che bello leggere il tuo breve, ma intenso stream of consciousness!
      Le voglie sono come le ciliegie, una tira l’altra e per un po’ permettono di respirare, quando il mondo intorno toglie l’aria.
      Esci Giulia, fatto scalfire la faccia dal vento e vai a fare una passeggiata ad Hyde Park anche per me! 😍🤗

    • Tante cose te le regalerei, qualcuna me la terrei, qualcun’altra mi piacerebbe farla con te.
      Tipo andare a giocare a bowling col grande Lebowski o cancellare insieme un pezzo di linea gialla o sederci vicine vicine su una sedia a dondolo e ascoltare un vecchio grammofono, sorseggiando una delle tue tisane. ❤️

  5. Se si riuscisse a realizzare ognuna di queste voglie, una volta a settimana( mi mantengo proprio larga) sarebbe un gran c…non sono proprio certa sul testacoda in 5th Avenue però.

    • L’importante è continuare ad avere sogni, voglie e desideri.
      Se poi non si realizzano, poco importa (ma anche uno al mese basterebbe!)
      E visto che New York è lontana, il testacoda lo faremo sul raccordo anulare! 😊😘

  6. Hai nominato tiramisù, ciambella, frittura di totani, cioccolata calda e pure Cannavacciuolo!
    E’ ovvio, hai fame!
    Fame di robe buone, di spensieratezza, di serenità e di lasciarti andare.
    E io t’immagino con una bella tazzona di cioccolata calda in mano, rannicchiata su una poltrona con lo sguardo sognante mentre ascolti Non Je ne regrette rien di Edith Piaf…

    • Ho nominato Cannavacciuolo, ma in realtà pensavo a te!
      “Gamberoni al brandy con quenelle di crema di ceci e salvia vetrificata
      Cozze gratinate
      Cozze ai pomodorini
      Tortino di calamari su besciamella
      Cacciucco di moscardini con pane all’aglio
      Sachertorte”.
      Io non dimentico!!! 🙂

  7. Pingback: Mille voglie — PindaricaMente – trescic

  8. Questa sarebbe la lista dei regali di Natale?
    Io mi prenoto per il lucidalabbra alla mela e mandarino che, ad occhio e croce, mi sembra la cosa più economica! 😂❤️

  9. Io ho voglie improvvise di giochi e chiacchiere, e di buie sale cinematografiche e di libri d’avventura, e sento profumi di giovinezza mentre sono inevitabilmente adulto, ma forse riesco a nascondermi dentro me stesso ancora un poco.
    Bello questo pezzo, mi è piaciuto!

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