Il nido di Debussy

1

A cose che farò senza averne voglia e ad altre che vorrei fare, ma non posso.

Certe giornate iniziano così, pensando.

Fuori i contorni irregolari delle Apuane che ritagliano metri al cielo e dentro le note della Suite bergamasque che raccontano la nostalgia.

E mentre il Clair de lune riempie la stanza, un pettirosso si posa sul mio davanzale, fischia un discorso lungo e complicato e vola via.

Debussy -non potevo non chiamarlo così- è tornato anche il giorno dopo e quello dopo ancora.

E’ curioso, un po’ sfacciato e mi guarda, ogni volta, con il sospetto che merito.

Io gli sbriciolo qualche biscotto sul davanzale, lui mi intona la strofa di una nuova canzone e poi va via, facendo casino con le ali.

Mi piace guardarlo mentre compie parabole spericolate a mezz’aria e va a posarsi sui rami della magnolia, poco più in là.

Come ogni inverno, sta facendo il nido per la famiglia arrivata da chissà dove.

Perché ognuno si costruisce da solo lo spazio nel quale esistere.

Il mio nido è fatto di mattoni, calce e mura; quello di Debussy di foglie, muschio e rametti di legno raccattati qua e là.

Rifugi buoni ed accoglienti che danno fiato, quando tutto il resto lo toglie.

Si abbassano le paratie di protezione, con un piccolo click si fa scattare la serratura e, finalmente, ci si sente a casa.

A casa non si va, a casa si torna.

E’ il posto dove si accumulano storie, ricordi e minuscoli pezzi d’esistenza che sopravvivono all’andare delle stagioni.

Dove, a piedi scalzi e ad occhi chiusi, si cammina lentamente tanto non c’è da andare da nessuna parte perché si è già arrivati.

Dove si tengono i sogni.

Debussy, ogni mattina, mi racconta i suoi.

Cinguetta, fischia e canta ed è come se mi parlasse.

E talvolta il suo è l’unico ragionamento sensato della giornata.

 

45 pensieri su “Il nido di Debussy

  1. Tesorina che ti adoro ormai lo sai.
    Da tanto che soffro di insonnia, e così vengo qua nella tua accogliente tana, e trovo pace. Dal primo momento che ho scoperto questo angolino, sentivo, ché qui si sta bene. ❤
    Ti lascio il mio infinito abbraccio ….

  2. Trovo che prendere ispirazione dal mondo circostante, per scrivere, sia davvero una una dote rara. Non perchè non sia facile osservare, quanto più per l’abilità di poterlo mettere in racconto. Complimenti per questo racconto che ho amato dall’inizio alla fine!

    • Grazie mille, Giulia.
      In questo caso però il merito non è mio, l’ascolto di Debussy pianista e Debussy pettirosso mi hanno regalato le parole per scrivere il post. 😊
      Grazie ancora a te per le tue! 🙏😘

      • Certo, ma tu hai messo tutto questo in parole..quindi il merito è anche tuo =) Spero di rileggere presto qualcosa di tuo!

      • Ultimamente non scrivo tantissimo perché sono in altre faccende affaccendata, ma ti prometto di farlo qualora le parole chiedessero prepotentemente di essere messe nero su bianco! 😊
        (Perché non riesco a seguire il tuo blog? Forse perché è su una piattaforma diversa? Ho provato anche in passato a seguire blog su blogspot o altervista, ma non ci sono mai riuscita…😡)

      • Non ne ho idea cavolo sinceramente….è un problema nel senso che non ti si apre il link? O non riesci a commentare? Perchè me ne hanno dette di tutti i colori….davvero, chi non riesce a commentare, chi non riesce a leggere…mi scoccia così tanto che non hai idea!

      • No, praticamente WordPress mi permette di seguire solo blog che sono su questa stessa piattaforma. Per i blog su altri domini non mi da nemmeno il tasto di follow. Adesso chiedo ad un mio amico mezzo nerd e vedo se si può ovviare la cosa. Sennò devi migrare su WordPress (che è decisamente meglio di Altervista, ammettiamolo! 😊)

      • Credimi che ci ho pensato, ma non ho trovato modo di spostare il tutto da un luogo all’altro (a meno che il tuo amico mezzo nerd non abbia soluzioni =) ) ed allora mi sono detta che era troppo scomodo reinserire tutti gli articoli uno ad uno. Ma i problemi continuano a persistere e tutti mi dicono che non riescono a commentare o seguire e dopo un pò giustamente si stufano…ed allora onestamente penso che chiuderò uno e ne aprirò uno nuovo spostando, con pazienza, tutto a mano! Perchè magari la gente si appassiona anche a ciò che scrivo e dopo un pò si stufa perchè incontra sempre mille problemi dovuti alla piattaforma…

      • Sulle impostazioni di WordPress c’è proprio una funzione che ti permette di esportare i contenuti da un altro sito. Quindi secondo me prima dovresti creare il blog su WordPress e poi fare la migrazione. L’unico dubbio che mi viene è il dominio: altervista è su un dominio .org, mentre WordPress è .com
        Ma ne parlo con il mio amico e poi ti faccio sapere! 😊😘

      • Adeesso mi hai messo la pulce nell’orecchio e provo un pò di cose….nel caso ti faccio sapere se riesco a migrare o meno! Perhcè mi spiace davvero tanto che tu non possa seguirmi, è assurdo! Incontro anche io problemi a seguire altre piattaforme quindi ti capisco =/

      • Come da tuo, e di altri, consiglio, mi sono convinta a fare il trasferimento a WordPress. Chiaramente non si può spostare tutto in blocco, magari! Ma un po’ alla volta sto cominciando…. =)

  3. Dalla finestra di casa mia, osservo da mesi una coppia di gabbiani ! Con i loro versi e i loro movimenti di coppia a me incomprensibili, mi danno tranquillità e mi fanno tenerezza. Uno dei due ha una zampa dolorante e si muove claudicante.

    No, non ascolto Debussy, ma ho le note nel cuore del grande Frank (Zappa).

    • Io mi sono innamorata di Debussy guardando tanti anni fa un film che poi ho amato moltissimo, Paura d’amore con Al Pacino e la Pfeiffer. La colonna sonora del film era proprio il Clair de lune e mi sono invaghita di quelle note e di quel pianoforte.
      E a proposito di pianoforte, un contemporaneo che amo molto è invece Einaudi. 😊

  4. Io adoro o pettirossi, sono piccole ed eleganti, quando ne vedo uno lo osservo fino a quando non vola via . . . ha un modo di muoversi un po’ nervoso ma sempre elegante. L’ultima riga di quello che hai scritto mi ha fatto sorridere.

    Un saluto

  5. Questo post mi ha fatto venire in mente “three little birds” di Bob Marley.
    Però ti avverto subito che sono geloso di Debussy, perchè io devo essere l’unico volatile della tua vita!
    Meessaggio per Debussy: Questo mondo è troppo piccolo per tutti e due, guardati sempre le spalle e sappi che ho una buonissima ricetta per gli uccellini in umido…

    • Ma secondo te io tradirei il mio corvo bianco per un pettirosso che svolazza qua e là come un uccello di bosco? 😊
      Non potrei mai rinunciare alla tua ala comoda e protettrice.
      Quindi tranquillo, Debussy è stato solo un momento di debolezza. 😊❤️

  6. Io sono l’ aria,
    immateria qualcuno mi dice,
    e mentre m’ ignora,
    altrove cerca sostanza.
    Eppure m’ insinuo, e colmo silente,
    mostro il colore, lo muto,
    spargo il profumo,
    le stagioni racconto,
    ma d’ una misteriosa cosa mi glorio,
    nel mentre sorreggo: senza me non c’ è grazia nel volo,
    muta della corsa il sapore,
    d’un luogo non resta il ricordo.
    E nel costruire dove tornare,
    ognuno tiene la forza sicura d’ un cielo,
    ciò che non pesa e fa la mente volare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...