Nessuno mi pettina bene come il vento

9111_large_DSCN3475

È arrivato il vento.

Per lui ho indossato un vestito leggero, ho messo un rossetto rosso e ho sciolto i capelli.

Sembra maestrale e viene dal mare.

Un alito d’aria che smuove le tende, asciuga pensieri e sudori e porta ricordi di posti lontani.

Sa di ginestre e di sale, di alghe e legni sbiancati, di conchiglie e ossi di seppia.

Finalmente respiro e penso che questo mondo fatto di merda è il migliore che mi potesse capitare, perché c’è anche chi non sogna o sogna male.

Verrà il libeccio con le sue nuvole cariche di pioggia e di arcobaleni.

Manderà all’aria doveri ed abitudini e porterà a terra odore di mare, stridori di insetti impazziti e qualche minuscolo piacere che proverò ad accarezzare senza pudore.

Poi mi siederò sulla battigia, guarderò l’acqua che si arrotola e si srotola e, in mezzo a quelle onde burrascose, ci butterò anche le mie tempeste.

Finalmente sorriderò e penserò che, se voglio sconfiggere certi mulini, mi basterà solo aspettare che si alzi il vento.

Verrà lo scirocco e il cielo sarà bianco come la volta di un vecchio forno a legna.

I capelli si ingarbuglieranno, le idee si confonderanno e i vetri si faranno lavagna.

Un vento che darà forma alle nuvole e racconterà storie antiche che sanno di sabbia.

Quando soffierà, il mare si gonfierà e farà la schiuma e i panni stesi al sole sembreranno ballare.

Finalmente deporrò il fiato e penserò a quel vento che ogni volta porta via ciò che deve andare e avvicina ciò che di nuovo deve arrivare.

Verrà il freddo e la tramontana che fa lacrimare gli occhi pulirà poi il mondo.

L’aria sarà vetrata, i capelli arruffati e i pensieri incasinati.

Entrerà spifferando dalle finestre e porterà con sé le note di una canzone jazz e il suono lontano di un treno.

Racconterà tutti i ma, i se, i forse e i dovrei.

Una cantilena che solleverà le parole, le mischierà e le attorciglierà quasi fossero foglie.

L’aria gelida rigenererà cellule e pensieri e profumerà di more, di uva e di legna che arde nel camino.

Arriveranno anche i suoni.

Il tintinnio dei rami, il mormorio dell’erba, il fruscio degli alberi mentre spennellano il cielo.

Finalmente mi acquieterò e penserò che se il vento a volte taglia al contrario, io sono più forte.

Adesso invece penso a mia nonna.

A questo punto, avrebbe guardato fuori, mi avrebbe sorriso e mi avrebbe detto il nome del vento che sta asciugando il bucato.

 

41 pensieri su “Nessuno mi pettina bene come il vento

  1. Bellissimo omaggio al vento che sposta le nuvole e i pensieri. Spazza via. Anche a me piace molto leggerti perché le tue parole hanno ritmo e musica, come il vento.
    Eletta

  2. Ciao Josè
    Ci voleva questa carrellata di ventate, sperando che spazzi via tutta la merda di cui questo mondo, che è l’unico migliore che purtroppo ci è capitato a tutti

    • Grazie Ninuzzo e che bello rileggerti qui…😍
      Al momento tira una brutta aria, ma spero che il vento prima o poi cambi.
      Nel frattempo fra pochi giorni verrò a respirare un po’ di aria di casa, quella buona.
      “C’è Ponente”, avrebbe detto mia nonna. 🙂

  3. Che bello il tuo tenere i venti, scioglierli nel tempo e nella vita.
    Bellissimo il tuo scrivere.

    La Rosa ha annodato i venti,
    poi li ha sciolti con dita attente,
    non si mescolano i profumi,
    e neppure i colori segreti dell’aria,
    ha sussurrato piano,
    così ha usato parole che erano sospiri,
    vibrazioni al posto di accenti,
    e aspirando piano le è sembrato,
    sì, ma era vero,
    che c’era un aroma nelle correnti,
    e i refoli erano carezze
    e che solo i venti possedevano il suo profumo.

    • Il mio scrivere non è nulla in confronto al tuo poetare.
      Riesci sempre a cogliere l’essenza, quella vera, delle mie parole e a declinarla con parole tue, che poi a leggerle risultano molto più belle.
      E a me non resta che ringraziarti, un po’ commossa e un po’ lusingata.
      🙏😘

      • no parlavo di te, io semplicemente metto parole a caso e poi barbuto si, ma crinito diciamo proprio di no! ahimè

      • In mezzo a quelle parole a caso ci metti anche tanta anima e non mi sembra poco.
        (Io comunque ti ho visto cantare e anche se della lunghezza dei capelli non mi ricordo nulla, mi ricordo però del tuo modo di tenere il microfono.
        Quello non lo dimentico…😊)

      • ma come dicono gli zen circus “tanto l’anima non conta”. mi stringo a quel microfono per scaricare tutte le cose negative. come un parafulmine. liberatorio

  4. Quando ero a L’Aquila ho imparato ad amare il freddo della tramontana, e per descrivere le fredde, asciutte giornate di quel posto che per me significherà sempre casa, usavo proprio quelle parole: un’aria fatta di vetro.

  5. Uno dei miei miti (cioè Jim Morrison) diceva che “la solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno”.
    Invece tu la tua rosa dei venti l’hai raccontata magistralmente e alla fine mi hai anche commosso.

Rispondi a Paolino D. Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...