Chiedimi cosa mi piace

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Poi guardo fuori e mi accorgo che c’è il sole.

E mi viene da pensare che sarebbe bello guardarlo scendere su un orizzonte liscio e lucido, fino a che non va giù dentro il mare.

Mi piace il tramonto, perché fa strizzare gli occhi e allargare il cuore.

E mi piacciono le strade dritte e solitarie, da camminarci piano dando pedate ai ciottoli e pensando ai cazzi miei.

Mi piace il bianco e il nero, l’odore della cannella, l’acciuga sulla pizza, la musica di sottofondo, l’antologia di Spoon River, la birra chiara, il numero 7, l’odore aspro della città dopo il mercato e lo sguardo ecchissenefrega.

Mi piacciono le insegne dei vecchi negozi, i vestiti leggeri a fiori, i punti luce, le coincidenze, i piccoli gesti della seduzione, le cose antiche, le cifre tonde, le librerie nelle case degli altri, i gamberetti crudi, gli ormeggi, le bitte e gli occhi quando guardano davvero.

Mi piace chi si fa montagna, anche se dentro si sente vulcano; chi racconta le sue paure, anche se sorride; chi piange, anche se non lo fa vedere.

Mi piacciono le persone disarmate, imperfette e un po’ ammaccate. Quelle con la faccia di chi non ne ha azzeccata una nella vita, che scricchiolano quando le abbracci, che tendono la mano invece di puntare il dito, che dicono “ci sono” e poi ci sono veramente.

Mi piace il verbo bisbigliare, il sostantivo auspicio, l’aggettivo ovattato e la parola tuttavia. Perché somiglia al momento in cui si decide di mollare il freno della razionalità e di rimettere in gioco ogni cosa.

Mi piacciono le piante grasse, perché non hanno bisogno di niente; le pietre, perché c’erano prima di me e rimarranno anche dopo; i telecomandi, perché mi fanno giocare con le scelte e le possibilità; i luoghi che sanno di casa, perché ognuno a casa sua fa come gli pare.

Le cose che mi piacciono di più della vita sono quelle che capisco di meno.

Ma la gente che mi piace, mi piace che lo sappia.

Di me, mi piace che non mollo.

E mi piace pensare che questo sentirmi così scarabocchiata, arricciata e ruvida sia nato da lì.

Da “è una bambina molto sensibile”.

Ma forse è tutta una scusa.

 

 

 

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44 pensieri su “Chiedimi cosa mi piace

  1. Hai scritto-descritto grandi emozioni !
    Mi sembra d’averti sempre conosciuto e la frase:

    “E mi viene da pensare che sarebbe bello guardarlo scendere su un orizzonte liscio e lucido, fino a che non va giù dentro il mare.”

    Mi ricorda l’estate 2014 su un remoto posto in Portogallo, dove ho visto il Sole immergersi nel mare, con l’assoluta mancanza di umidità… Era così netto, così bello, così affascinante che è rimasto nel Cuore insieme a tante altre emozioni.

    Hai scritto di emozioni, di oggetti, di cose, di relazioni che solo persone speciali possono apprezzare.

    Complimenti per aver tradotto in parole ciò che senti col Cuore !

    • Grazie a te di aver apprezzato, Furty!
      E sono contenta di averti riportato alla mente un ricordo che tenevi conservato nel cuore.
      Per apprezzare certe cose non serve essere delle persone speciali, basta guardare e ascoltarsi.
      Poi la penna, o i polpastrelli, fanno il resto.
      Buona giornata e grazie ancora per le belle parole che ogni volta hai per me. 😊🤗

    • Eh, magari!
      Sette come le note, i giorni della settimana, le arti liberali, i peccati capitali e i re di Roma.
      E poi perché, nella mia data di nascita, il numero 7 c’è 3 volte. 😊

  2. “Ma la gente che mi piace, mi piace che lo sappia. Di me, mi piace che non mollo.”
    Di tutti i mi piace c’è sempre, in chi sceglie, un mi piace più forte, che si alza e dice:ehi sono io la ragione per cui ti intenerisci. Li ho messi tra virgolette perché si fanno compagnia: come sulle monete: il coraggio e la sincerità.
    Ecco volevo dirtelo e credo che col vestito a fiori tu stia molto bene. 🙂

    • E a me piace che tu mi veda con quegli occhi, sempre attenti, affettuosi e premurosi.
      I mi piace che hai messo fra virgolette sono forse quelli che più mi rappresentano, ma tu che un po’ mi conosci, questo già lo sai.
      (Per i vestititi a fiori manca poco, qualche grado in più e la giusta abbronzatura. 🙂 )

  3. Ecco mi piace il numero 7 e chi si fa montagna e dentro è vulcano. Tu sei un vulcano, tu scrivi leggera e con una leggerezza tale che ci entra dentro in punta di piedi. Sei come un bisbiglio che tuona nel cuore. Grazie 😘

  4. a me piace, e molto, che di questi tuoi mi piace parecchi non mi piacciono, la birra, le piante grasse, i gamberetti, non mi piacciono e li condivido tutti, leggo e ti mormoro convinto, sì mi piace la birra, amo le piante grasse, adoro i gamberetti.
    il potere della parola, la potenza del sussurro.
    ml

  5. Ma ciaooooooooooo sino paola ero parole fritte ma ho cambiato blog!! Ti ricordi???????adoravo leggerti!!!!❤

    • Già il fatto che tu abbia un file personale dove conservi parole mi emoziona.
      Che poi in quella cartella ci siano finite pure le mie, mi commuove troppo.
      Ma perché non ti posso abbracciare? Eh, perché?
      Grazie, Corvo! 🙏🤗😘

      • Non mi puoi abbracciare perchè sono lontano… ma mai distante…
        PS: Bella eh! Che frasona!!!
        Peccato che non sia mia, l’ho rubata ma non mi ricordo a chi… forse un film o un libro… bho… XD

      • Un film, mi sa. Forse “Lanterna verde”?
        Ma come recita un proverbio cinese “tu allunga la mano. Lui, a migliaia di chilometri di distanza, la stringe”.
        Sicchè. 🙂

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