In penombra

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Si riesce ad ostentare tacendo, figuriamoci con le parole.

Si impastano consonanti e vocali con sabbia e saliva e si costruiscono palafitte sgangherate che, ad occhi lontani e disattenti, sembrano quasi castelli incantati.

E nell’amletico dubbio fra essere o avere, si ostenta l’avere e anche l’essere.

Messinscene così ben allestite da apparire verosimili.

Recite, giochi di ruolo, commedie grottesche che, a lungo andare, diventano farse.

Ma, per alcuni, niente è più importante e necessario di un palcoscenico.

Così ogni giorno se ne stanno sul proscenio, a pavoneggiarsi sotto un occhio di bue.

Ognuno a recitare una parte, a raccogliere applausi, a mostrare il lato migliore di sè, quando poi è dei difetti che ci si innamora.

Alla luce dei riflettori, io preferisco la penombra che c’è dietro le quinte.

Acquietata dal cremisi del sipario, mi godo lo spettacolo e sorrido di certe scene di cui mai farò parte.

Lascio che le dive entrino in pompa magna e che gli attori protagonisti sgranino il consueto repertorio ad alta voce, quasi fosse un rosario.

Eccoci, sembrano dire, siamo qui.

C’é di peggio, mi chiedo, di chi imbelletta le parole per attirare l’attenzione, fino a sprofondare nel ridicolo?

L’esibizionismo è forse il parente più prossimo della solitudine, mi rispondo.

Mi discosto senza far rumore da chi vuole stare al centro della scena e da chi ha occhi abituati solo ad accecanti fulgori.

In fondo, io sono una comparsa da poche battute.

Non riesco a fare da spalla. Né a reggere la parte.

Non faccio mai nemmeno le prove, allora improvviso.

Ma è un gran sollievo non essere costretta a recitare doti, pregi e vite che non ho.

E’ una gran consolazione non avere l’assillo di usare parole iperboliche quando parlo di me.

Evito le luci sfavillanti che rendono tutto uniforme e me ne sto in penombra, dove le cose si vedono poco a poco.

Ed è lì, in mezzo a tutto ciò che non abbaglia e non sgomita e non strepita, che scovo minuscoli tesori.

C’è il silenzio che cura e nutre e parole che somigliano a chi le dice.

Poi, quando mi stanco della recita, chiudo il sipario.

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28 pensieri su “In penombra

  1. Cioè,,, ma tu mi insegni e mi affitti solo un 80%..il ti lascerei tutto il mio 100%… e molto verosimilmente queste tue parole hanno lo stesso gusto che conosco io. E sempre più mi piace… niente a che vedere con Píndaro de Carvalho Rodrigues… si intendeva di calcio giocato e non di giochi calciati con il verbo. Affezionato!

  2. Tu sei così. Ma quella luce che scopri poco a poco ti assicuro che è sfavillante.
    Dopo questa sviolinata, colazione pagata, come minimo!

    • È che stai andando al derby, altrimenti ti avrei invitata anche a pranzo (ma prima avrei chiesto a tua mamma di prepararmi qualcosa di buono 😊)
      Buona trasferta! E visto che in curva ci siamo tutti i giorni, almeno oggi, evita 😊😘

  3. un sipario che tieni così delicatamente aperto non deve essere chiuso, le luci mai violente da cui ti fai solo sfiorare stando appena un po’ più in là del cerchio, nella bella penombra (ricordo uno spettacolo di Erri deLuca, cantava, recitava, chiacchierava per due ore in penombra) non devono essere essere spente, la maschera di scena che ricalca fedelmente i lineamenti non hai bisogno di toglierla per essere te stessa.
    ml

    • Mi hai descritta meglio di come sono, ma é bello che tu mi veda così.
      Quindi grazie, Massimo.
      (Di De Luca, a teatro, ho visto “La musica provata”, uno spettacolo meraviglioso! Ma lui preferisco leggerlo: le sue frasi brevi e incisive, spogliate da ogni orpello e fronzolo, mi hanno sempre fatto pensare a lui come ad uno scalpellino della parola. 😊)

  4. …Poi ci sono quelli con dei problemi. Problemi nei rapporti con gli altri. Problemi di autostima, problemi congeniti che sfociano in ossessioni… Ecco, questi creano maggiori casini ! Quelli che hai descritto, tutto sommato sono prevedibili…

    Ciao.
    …E’ sempre un piacere seguirti !

    • Prevedibili, dici?
      Non lo so. Vedo gente talmente calata nel ruolo che ogni giorno si sforza di interpretare, da non riuscire più a distinguere la persona dal personaggio, il volto dalla maschera.
      Per il resto, concordo con te.
      E per me è un piacere sapere che mi segui!
      Buona giornata, Furti 😘

  5. “Ed é lì, in mezzo a tutto ciò che non abbaglia e non sgomita e non strepita, che scovo minuscoli tesori.
    C’é il silenzio che cura e nutre e parole che somigliano a chi le dice.”
    Questo è ciò che conta, non fermarti al resto, non stare a guardarlo.. non ne vale la pena. Vivi di ciò che vale. 🙂

    • Lo faccio, o almeno ci provo.
      Perchè sono convinta che bisognerebbe sempre somigliare alle parole che si dicono.
      Le parole imbellettate, per sembrare meglio di come si è, valgono quanto i soldi del Monopoli.
      Buongiorno cara e grazie di essere passata :-)*

      • Le parole che ci corrispondono ci fanno anche star bene. Con noi stessi, in primis. Se solo la gente lo capisse.. 🙂

    • Per fortuna hai ragione.
      E’ che spesso, quando si va oltre l’apparenza, c’è la fregatura.
      A bellissime facciate, non sempre corrispondono interni altrettanto belli e curati.
      Perchè se si passano le giornate a dire quanto si è bravi e belli, rimane poco tempo per arredare l’interno.
      Buona giornata Ro’ :)*

  6. L’esibizione è la fuga inutile dalla solitudine. Dall’incapacita di stare con se stessi. È un bisogno di identità che ha necessità di continue conferme.
    Guardare lo spettacolo del mondo, parteciparvi restando se stessi è una virtù rara. Resta dove stai bene, non ha bisogno di dimostrare ciò che vali, per chi ti vuol conoscere è evidente e per gli altri sarebbe sprecato.

    • Riesci sempre a centrare il punto, tu.
      La ricerca di conferme e di consensi nasce proprio dall’incapacità di stare con se stessi.
      Ma è grazie a te e a ciò che mi hai scritto una volta su un foglio di carta che ho capito che nessuno può determinare o quantificare il mio valore.
      Io valgo, indipendentemente dall’approvazione altrui.
      Grazie, Roberto (ti scriverò presto!)

  7. Hai detto bene cara!!! Un mondo di “ostentazionismi, eroismi, egoismi e tanti altri ismi che finiranno per seppellirci in solitudine, apparentamente vivi con il nostro aninale domenico.

  8. Grazie, Corvo.
    A me conforta sapere che ci sono persone come te che badano più alla sostanza che alla forma.
    Anche in penombra si esiste, ma diversamente.
    E poi io rimango sempre quella dello zucchero filato 😊😘

  9. In un mondo di persone che fanno del marketing e dei riflettori la propria ragione di vita, sapere che c’è qualcuno come te, che non sbandiera, che non si pavoneggia, perchè non ne ha bisogno, fa stare bene, conforta. 🙂

  10. Sono ammirata e affascinata da come giochi con le parole.
    Anche io come te, quando assisto a certi patetici teatrini me ne sto sempre all’ultima fila, un po’ in disparte e osservo in silenzio.
    Osservo tutto proprio per capire ciò che mai vorrei diventare nella vita.

  11. Io che un po’ ti conosco confermo che sei esattamente così come ti sei descritta. In penombra, umile (anche se potresti tirartela più di tanti altri) e riservata.
    Ma lo sai come funziona, no? Ci si mette in vetrina e si offre la migliore mercanzia.
    Sui social poi è tutto un ostentare, far vedere, mostrare e mostrarsi.
    E a me dispiace che quelli che sparano giornalmente cazzate sono sempre là e tu che scrivevi cose argute e intelligenti non ci sei più.
    Ma per fortuna ci sentiamo altrove 😊😘

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