La polvere sotto il tappeto

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Bevono il tè con il mignolo alzato, quelli che nascondono la polvere sotto il tappeto.

Mangiano riso in bianco con posate d’argento e mani color nero di seppia.

Vestono d’ambiguità e indossano maschere che si sciolgono al sole.

Di roba finta è pieno il mondo.

Sepolcri imbiancati belli fuori, ma dentro pieni di ossa di morti e di ogni sporcizia.

Ma non è questo il punto.

Perchè anche nella pochezza ci somigliamo tutti.

Mi sorprende sempre, però, chi riesce ad arredare il nulla, con niente.

Chi predica una morale, ma poi non la rispetta.

Chi diventa finto nel voler essere migliore, per finta.

Ma io non mi lascio sedurre da una parola insolita che si porta dentro un frammento di Grecia.

L’ipocrita, lo so, non è più un bravo attore.

E’ solo uno che, da tempo, è sceso dal palco e continua a recitare un ruolo.

Uno che vorrebbe finire il suo numero evitando i fischi e raccattando qualche applauso.

Ma non è questo il punto.

Perchè, prima o poi, l’ipocrisia crolla e crolla anche la sua facciata di perbenismo apparente.

E non che sia semplice, ma ad un certo punto si impara.

A sbirciare, chirurgicamente, nelle crepe altrui ed osservare ciò che non si vede, non si dice, non si fa.

A guardare le cose in controluce e capire che le verità immacolate e perfette, altro non sono che parole ben incipriate per l’occasione.

A frugare nelle tasche dei predicatori di virtù e trovare solo una manciata di vizi.

Ma non è neanche questo il punto.

Perché nessuno è meglio di nessuno.

Ma ognuno può scegliere da che parte del mondo stare.

Se fare la stella di plastica su un cielo posticcio o sollevare il tappeto e spazzare via la polvere.

Raccontarsela. Forse, per un po’, può persino funzionare.

Ma essere onesti, almeno con se stessi, è il minimo sindacale per poter dormire bene la notte.

Che ad una certa età, la cosa più stupida che si possa fare è giocare alla roulette con il culo degli altri e puntare tutto sulla sincerità.

Pensando poi che, se si perde, basterà chiedere scusa.

Il punto è che non so dirlo in altro modo.

 

 

 

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28 pensieri su “La polvere sotto il tappeto

  1. “Ma essere onesti, almeno con se stessi, è il minimo sindacale per poter dormire bene la notte.”
    Insonnia a parte e sonni agitati di pensieri trovo questo concetto giusto ma…purtroppo, solo in teoria, la dove la teoria dice che la persona ipocrita abbia anche una coscienza con cui confrontarsi. Ma ecco, io temo che molti non ce l’abbiano e che riescano a dormire molto meglio di me alzandosi al mattino freschi e riposati per ammorbare ancora il mondo con la loro sprezzante recita e la loro contorta moralità!

  2. Quanti spunti di riflessione offre il tuo post! Brava come sempre!
    Uff…,ma quando ti decidi a tornare su Twitter che mi manca leggere i tuoi tweet delicati, ma arguti? Io ti sto ancora aspettando…
    Per fortuna peró mi consolo guardando le tue foto su IG!!! 😍
    (Ti mando una mail più tardi…😘)

    • Ciao ragazzo!
      No, non mi aspettare perché non ci torno su Twitter.
      Perché, a proposito di ipocrisia, Twitter ne è il fulgido esempio.
      Potrei farti nomi, cognomi e nick di gente che pubblicamente pontifica su sincerità, rispetto e lealtà e poi nel privato é bugiarda, falsa e vigliacca.
      O di quelli che, con la bava alla bocca e rendendosi pure ridicoli, vanno ad adulare coloro che criticavano fino al giorno prima.
      Per non parlare di quelli che, lì dentro, si sono inventati di sana pianta una seconda vita perché la prima se la sono già sputtanata.
      No, Twitter non mi manca proprio.
      Quando voglio scrivere vengo qui e per il resto vado a cercare la vita dove c’è veramente.
      Anche le tue foto su Ig sono bellissime!!!
      Aspetto la tua mail! 😘😘

  3. Essere sinceri con se stessi? Sicura sicura che sia così scontato? Io penso invece che tutte le bugie (va be’, quasi tutte) che diciamo agli altri nascono dal fatto che prima le diciamo a noi stessi. E a volte facciamo anche bene, perché come si dice, meglio una bella bugia che una brutta verità. Non lo so se è questo il punto. Forse invece è la virgola e dopo andrebbe aggiunto qualcosa di più illuminante, di più definitivo. Ma non mi viene. Però leggerti mi piace sempre tanto!

    • Meglio una bella bugia? Meglio per chi?
      Ma non è questo il punto.
      Il punto è che il rispetto per gli altri passa anche e soprattutto per il rispetto verso se stessi. E non ho mai detto che sia scontato, perchè non lo penso. Penso sia faticoso, ma l’ipocrisia lo è di più.
      Tirare su le labbra per fare un sorriso che non si sente, dire cose che non si provano, fare promesse che si sa già che non si possono mantenere.
      Puoi raccontarla agli altri, per un po’.
      Puoi anche raccontartela e crederci pure. Il rischio però sai qual è? Che quando ti guardi allo specchio non riconosci pià la maschera dalla faccia.
      Ho conosciuto gente che, dall’alto di uno scranno e con il dito puntato addosso al prossimo, reclamava sincerità, correttetta, coerenza.
      Gente con una doppia e una terza vita e con un copione da aggiustare all’occasione.
      Ma di questo e di altro avremo modo di parlare di persona personalmente, come dice il buon Catarella. 🙂
      (E’ tutto confermato?)

  4. Io invece credo che tu lo abbia detto benissimo. Quella degli ipocriti è una categoria umana in cui mi imbatto spesso, ma da cui scappo a gambe levate, appena posso.
    Che poi va bene mentire agli altri, ma mentire a se stessi che senso ha?

    • E’ che io scrivendo perdo sempre il bandolo della matassa e, come si diceva a scuola ai miei tempi, vado fuori tema. 🙂
      Ma non è questo il punto.
      Il punto è che mi fai sempre complimenti immeritati (ma graditi!).
      Buona giornata a te! :)*

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