La ricamatrice di parole

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Nessuno mi conosce come loro. Le parole, intendo.

A volte ne scrivo una, la guardo e ascolto le cose che ha da dirmi.

Poi la incido, la limo, la intaglio. Tolgo il superfluo, lascio il peso.

Solo allora, quando ho finito con lo scalpello, prendo l’uncinetto.

Dipano il gomitolo, intreccio il filo e, in punta d’ago, ricamo parole sulle trame dei giorni.

Faccio centrini che il tempo ingiallirà. E se non vengono bene, tiro il filo e ricomincio. Mille volte.

Lo faccio per me. In fondo, scrivo per me. (Forse).

Una parola tira l’altra. E un punto tira l’altro.

Punto croce

PindaricaMente è nato così, come un posto dove dipanare matasse, fermare ricordi, condividere sogni, vomitare pensieri.

Qui ci sono le mie parole. Qui si sente l’odore delle mie mani. E qui, incidentalmente, ci sono io.

Perché io, quando non so come dirlo, allora lo scrivo.

Punto erba

PindaricaMente è il mio angolino privato aperto al pubblico. E’ come un circolo di un paesino di campagna dove è bello ritrovarsi fra vecchi amici a prendere il caffè, leggere il giornale, giocare a briscola o fare l’uncinetto.

Qui ho raccontato storie, annodato fili e rattoppato strappi.

E’ arrivato, però, il momento di fermarmi. Per un po’.

Di respirare piano, guardarmi attorno e vedere cosa succede.

Mezzo punto

PindaricaMente, fra qualche giorno, festeggerà il compleanno.

Due anni. Cento post. Trentamila visualizzazioni. Millemila parole.

I numeri, si sa, non contano. Contano le persone. Quelle le ringrazio.

Ora faccio un nodo, taglio il filo e sfilo l’uncinetto.

E vado a cercare fili nuovi da tessere e parole nuove da ricamare.

Tornerò. E sarà bello, spero.

Punto.

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