Giù la maschera

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Dove cazzo è Epicuro quando ho bisogno di lui?

Voglio imparare l’atarassia, quella da carnevale. E non sentire più la tristezza salire dalla pancia, quando sto in mezzo a pagliacci dai capelli colorati, supereroi assortiti, principi azzurri e principesse Sissi.

Voglio restare imperturbabile. E non avvertire più il gusto aspro della malinconia e quello amaro del disincanto, quando vedo gente che prova ad essere altra gente.

Sotto una pioggia di coriandoli e stelle filanti, ho visto una famiglia intera, travestita da segnali stradali, fare il trenino ostentando allegria.

A-e-i-o-u, ipsilon.

E la mia vicina di casa, 69enne, vestita da cartone di latte (parzialmente scremato).

Brigitte Bardot Bardot.

Insieme a lei, un gruppetto di signore mascherate da carte da gioco. La regina di cuori sparava schiuma bianca.

Ay ay caramba.

Ho visto facce tristi coperte da maschere che sorridevano felici.

Essere o apparire. Tutto qui. Bello, se nessuno ti costringe.

Invece, quando il carnevale finisce, si torna ad indossare le maschere di sempre. Quelle che nascondono fragilità, che camuffano ferite, che coprono cicatrici di battaglie perdute.

Ogni giorno, nel mucchio, si sceglie quella più adatta.

A fine giornata, poi, a casa e tra gli affetti, la maschera cade.

Un po’ come succede al protagonista della carriola pirandelliana.

Ogni sera, intorno alle otto, smette per un attimo di indossare la forma che gli altri gli hanno dato e da personaggio diventa persona. Perchè solo in quel momento, quello in cui fa fare la carriola alla sua cagnolina, si sente se stesso. Senza maschere, senza armature, senza corazze.

Sentirsi fragili, nudi, limitati. E’ l’unico modo, forse, per agire da forti.

Al mio tre, dunque, giù la maschera.

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41 pensieri su “Giù la maschera

  1. mi hai fatto ricordare una fredda notte d’inverno a Mosca: una notte bellissima, strana, intima, differente … poi la mattina il Circo ha lasciato la città, e i clown non facevano più ridere ….

    • A me i clown, in verità, non mi hanno mai fatto ridere. La loro malinconia di fondo mi ha sempre intenerito.
      L’immagine che il mio post ti ha ispirato però é molto bella! 😊

      • … non si rideva, è stato un momento “melanconico” (non mi piace questo aggettivo): direi più triste, disincantato, intimo … ma mi è tornato in mente quel momento, nel freddo pazzesco della notte, e nel freddo di una cosa che finiva.

      • Si, rileggendo il tuo commento ho poi capito che quella del circo era solo una metafora.
        Ho fatto un giro veloce sul tuo blog…che figata! Come ho fatto a non seguirlo finora?! Devo rimediare e leggerti quanto prima (anche se con la storia degli studi classici, l’amore per la filosofia, i viaggi, ecc. mi hai già conquistata!).

  2. Da bambina avrei dato qualunque cosa per avere un costume di carnevale.Ma non potevamo permettercelo.E mia madre,donna di gusti raffinati,non mi avrebbe mai vestita con qualche straccetto improvvisato.”O buono o niente” è stato sempre il suo detto.
    Niente,ovviamente.
    E io ero costretta a partecipare alle feste con una tristissima mascherina che mi copriva il viso e a sentire le mie amichette che per consolarmi ammiravano l’originalità della suddetta mascherina…
    Un supplizio.Per fortuna si cresce.E si capiscono tante cose.
    E quando hai i figli a carnevale non senti ragione e compri il vestito.E preghi Dio che tuo figlio non si ammali proprio in quei giorni perché vuoi che lui,loro abbiano un bel ricordo di questa dannata festa.
    Oggi il carnevale per ne è solo il periodo canonico per mangiare la pignolata e le chiacchiere .
    Ma dentro mi è rimasta l’amarezza per quella bambina che voleva vestirsi da principessa

  3. Vorrei citarti la prima battuta de i Rusteghi, di Goldoni:
    “Debotto xè fenìo carneval.”

    Ok, diciamo che io non amo molto questa festa… diciamo che io non la considero molto una festa (tra le due, preferisco Halloween se proprio dobbiamo dirla tutta)… Però posso dirti una cosa… ho vissuto per decenni in un limbro strano, quello va dal momento in cui ero troppo grande per travestirmi (il mio ultimo è stato il costume da ghostbuster quando ero alle medie… con tanto di zaino protonico) fino al momento in cui ho scoperto di avere due gatte in casa… una alta 96 cm e l’altra alta 110 cm… entrambe con le orecchie a punta, i baffi disegnati, la coda posticcia da tirarsi l’un l’altra per farsi i dispetti…

    Mi sono così scoperto a vivacchiare nella terza età del carnevale, quella in cui (come accade per tutte le feste, dopotutto) non sei tu a festeggiare, ma sei parte dell’ingranaggio e ti metti a servizio di qualcun altro che, a conti fatti, la sa davvero lunga sul perché valga la pena truccarsi e travestirsi.

    Come al solito mi sono dimenticato della parte migliore di me, quella che si è allacciata lo zaino protonico di cui sopra il giorno di martedì grasso e l’ha slacciata il primo luglio (letteralmente): il modo migliore per sopravvivere, a mio avviso, è quello di sapersi prendere non troppo sul serio…
    Devo dire che rincorrere due gatte alte un metro per tutta casa fingendo di essere un cane… ha aiutato.

    Se vuoi, te le presto… 😉

  4. Mi hai stimolata eccome 🙂 e mi son anche riso!
    Penso che ci vuole buon gusto sopratutto. Per ogni cosa …
    Come non amo andare fuori il capodanno, evito di uscire a carnevale … ma mi piace diventare “babba natale”
    Si, io che ho lavorato sempre con tanta gente ogni giorno, la maschera per forza lo mettevo, ma la sera, nella mia tana io ero io, e il mondo mi abbracciava!

    come ora ti abbraccio te!

  5. Da tempo ho dovuto tirar fuori gli “scheletri” dall’armadio per far posto alle decine di maschere che “affollavano” il mio comodino…trovo che sia più comodo provarle magari davanti allo specchio qualche minuto prima di uscire di casa. 🙂

      • Chissà…di sicuro a volte capita,forse lo si fa con la speranza di incuriosire l’altro.Ma purtroppo spesso il giochino non riesce perchè le persone hanno poca voglia di ascoltare,di darsi agli altri poiché la società ci ha insegnato che è molto meglio dedicare le proprie energie per realizzare il “sogno” perdendo così di vista il vero scopo della vita…la condivisione.

  6. Io il Carnevale lo odio da quando mia madre mi fece indossare la maschera di ballerina ungherese. Tutti mi chiedevano da cosa ero vestita. Ora uguale.

    • Grazie! Credo che lo scopo dei blog e il senso dei post sia proprio questo. Raccontarsi, esprimere il proprio punto di vista e stimolare la riflessione. Se col mio ci sono riuscita sono contenta. 😊

  7. A me non dispiace il Carnevale con questa cosa di nascondere la tristezza perché secondo me non la nasconde, la rende anzi reale e mostruosa cosí come deve essere.

  8. Leggere i tuoi post é sempre un piacere! Riesci a raccontare la quotidianità in maniera semplice, chiara, accattivante, mai banale. Hai un modo tutto tuo per dire cose che penso anche io ma che non saprei dire cosi bene.
    Io continuo a leggerti, tu continua a scrivere!!! 😊😊😊

  9. 😉 in generale le feste possono essere momenti tristi se li colleghiamo a qualcosa di spiacevole o che non c’è più, ma a volte basta dar loro una nuova/diversa lettura per riscoprirli nel loro valore positivo! 🙂
    Così il Capodanno, momento di passaggio, di propositi e di rinnovamento che ci dà la possibilità di dare inizio a qualcosa di più bello, a dare meglio.
    Il circo no, decisamente mette tristezza anche a me.. ma probabilmente per il collegamento ai miei Carnevali tristi da bambina mascherata da pagliaccio.. il clown è per me davvero il simbolo della tristezza peggiore, quella a cui non è possibile esprimersi, quella che deve fingere..

    • Nel mio caso, no. Né il capodanno né il carnevale sono legati a momenti tristi o spiacevoli del passato. Anzi.
      Mi intristisce solo la finta allegria, l’entusiasmo forzato, la risata esibita a tutti i costi. Anche quando lo stato d’animo di quel momento sarebbe tutt’altro. Come tutti festeggio anche io il capodanno e vivendo a Viareggio il carnevale ce l’ho sotto casa. É il divertimento ad ogni costo, quello forzato e ostentato, che davvero non capisco. E il mio post nasce proprio da questa riflessione.
      Poi vabbé, sono finita a parlare della carriola di Pirandello, ma se il mio blog si chiama PindaricaMente un motivo ci sarà, no?! 😊

      • In questo senso sono assolutamente d’accordo con te: l’allegria e le espressioni di contentezza devono essere genuine e sincere, altrimenti non ha senso..

  10. Come dici tu, “Bello, se nessuno ti costringe.”
    Per tanti anni, da bambina fino a che son diventata ragazza, ho odiato Carnevale, perchè era una costrizione nella costrizione. La costrizione di essere allegri e felici e la costrizione di indossare un costume e una maschera – quella di pagliaccio, quasi sempre – in stridente contrasto con il mio umore. Dovevo sorridere mentre dentro lo stomaco mi si contorceva. E vomitavo.
    Poi, una volta cresciuta, ho finalmente potuto scegliere il costume da indossare, ed allora ho scoperto il bello di questa festa! Improvvisamente ho potuto titar fuori – attraverso i ruoli che interpretavo – parti di me che erano state negate dal perfido pagliaccio. E così è spuntata fuori la contadinella lentigginosa, l’angelo alato, l’infermiera sexy, un cappelluto sosia dello storico mago G, la classica e ammaliante streghetta, ed infine una tenera Cappuccetto Rosso (con tanto di vestito fatto da me), una spensierata elfetta, una briosa signora dal caschetto rosa e dagli orecchini vistosi.. insomma, un carosello di rappresentazioni di parti di me, e quindi in realtà non una finzione ma l’espressione della vera Ila!
    Per questo ogni volta che mi son travestita, negli ultimi anni, è sempre stata una gioia, un gran divertimento, con una sensazione di liberazione e di essere me stessa forse più del solito! E allora.. se vissuto così.. benvenuto Carnevale! 🙂

    • Bello leggere il tuo punto di vista! Sei riuscita a trasmettermi tutto l’entusiasmo con il quale vivi questa “festa”. A me mette tristezza e tanta malinconia. Un po’ come il capodanno o il circo. Non mi fa sentire a mio agio, ecco. L’unica cosa che salvo del carnevale sono i dolci! 😊

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