Alle calende greche

PaestumTaucher

E se, fino a ieri, eravamo tutti un po’ francesi, oggi siamo tutti un po’ greci.

Pure chi, della Grecia, conosce giusto lo yogurt, la feta e il sirtaki. Chi non distingue una moussaka da una parmigiana di melanzane. E chi confonde il Partenone di Atene con il Tempio della Concordia di Agrigento.

Chè a noi italiani basta salire sul carro del vincitore. Se poi del carro siamo solo l’ultima ruota, poco importa.

Non siamo cambiati, siamo come i Romani di duemila anni fa. Quei Romani che erano riusciti a mettere in piedi il più grande impero mai esistito per governarlo poi, come al solito, con uno zoccolo e una ciabatta.

Imperatori spregiudicati, senatori corrotti, matrone ingioiellate, congiure di palazzo.

Già, non siamo affatto cambiati.

La Grecia che io ho negli occhi e nel cuore è quella delle statue dalle proporzioni perfette, dei templi con le colonne perfettamente allineate, dei componimenti tragici. Quella di Omero e di Platone. Della filosofia e della democrazia.

Di una democrazia fatta di boulè e di agorà. Di cariche pubbliche assegnate per sorteggio, di assemblee a cui tutti potevano partecipare. Dove tutti potevano prendere la parola, votare, proporre una legge, modificarne una esistente.

Dove si coniugava il bello con il giusto. Bello e giusto, in fondo, sono la stessa cosa. Chè se una cosa è giusta, doverosa e legittima è anche un po’ bella.

A quel tempo, in Grecia, governavano οι αριστοι. Che non significa i vincenti, significa i migliori. Ecco la differenza.

Oggi, invece, in Italia governano vincitori e vinti. Che significa il meglio del peggio. Ecco la differenza.

I Greci, a quel tempo, avevano Pericle. Che era intelligente, colto, rispettoso delle leggi. E, pur essendo un bravissimo oratore, la sua presenza nelle pubbliche assemblee era sempre molto misurata. Appariva, insomma, solo quando ce n’era veramente bisogno.

Noi abbiamo Renzi, Berlusconi, Gasparri, Grillo, Salvini e il resto del cucuzzaro. Gente che, si sa, passa più tempo in tv che tra i banchi del Parlamento.

Pericle si circondava delle menti migliori del tempo. La sua casa era frequentata da Socrate, Sofocle, Anassagora.

Oggi, le case dei nostri politici, sono frequentate da veline, olgettine, escort.

Pericle si faceva ritrarre con l’elmo corinzio in testa, simbolo delle sue virtù militari.

I nostri politici, invece, con la bandana bianca. Oppure mezzi nudi, con la cravatta verde.

Ecco, la biografia di Pericle andrebbe fatta leggere ai nostri politici tutto fumo e niente aoristo.

E dovrebbero leggerla oggi. Al massimo domani. Invece si andrà alle calende greche, quindi amen.

Com’era quella famosa battuta? Si, ce lo meritiamo Alberto Sordi.

Annunci

21 pensieri su “Alle calende greche

  1. Questo post mi ha fatto ricordare che ho una foto, di qualche anno fa, di me con “il tuffatore”. Me n’ero proprio scordata. Mi hai rallegrato la serata 🙂

  2. Devo ammettere che il tuo post mi ha gettato addosso un’ombra di malinconia senza pari…
    Non posso che essere d’accordo con tutto quel che hai scritto, ma cerco di scalfire le tue certezze ricordandoti che nella democraticissima Atene le donne non erano nemmeno considerate degne come compagne (ricordi? l’amore tra uomini era quello più puro)… Eppure si: la Grecia che emerge dai classici e dalla mitologia è ben altra cosa rispetto al disastro che vediamo ogni giorno…

    e così è per tutte le grandi civiltà del passato… Roma, la Mesopotamia… l’immortale Egitto…

    No, non c’è speranza: abbiamo creato noi, questo schifo. Ce lo meritiamo.

    • Si, hai ragione. Ma nemmeno ora le donne sono tanto considerate, visto come vengono trattate da certi uomini! E poi anche allora, come ora, si andava in Senato la mattina e alle Terme il pomeriggio. Ma, per me, era molto meglio allora 🙂

  3. La cosa più triste per me è vedere la faccia del mio interlocutore quando gli dico che mio figlio vuole iscriversi a lettere perché adira la letteratura italiana e la cultura umanistica.Giustamente lo vedono come un futuro disoccupato,ma lui ne è consapevole e già progetta la fuga all’estero,ma quel che fa più male è il disprezzo verso tutto ciò che non sia facilmente riconducibile al denaro,al profitto.E dire che in Italia dolo la cultura l’arte,la bellezza potrebbero salvarci!
    Ma naturalmente continuiamo a dire che abbiamo il patrimonio artistico più imponente del mondo,grandi talenti in ogni settore,meraviglie e paesaggi in ogni dove e ci riempiamo la bocca senza andare oltre.
    Forse ci meritiamo tutto questo ma mio figlio e tutti i figli che sognano il loro futuro no,loro no .
    P.S.Chiedo scusa per gli errori:ovviamente era”adora”e “solo”.

    • Naturalmente il mio “ci meritiamo tutto” è solo una provocazione.
      lo so benissimo che non ci meritiamo una classe politica così incapace, nè meritiamo di andare all’estero per realizzarci professionalmente.
      Io ho fatto il liceo classico, all’università ho fatto Lettere. Se tornassi indietro, studierei nuovamente le stesse cose. Chi meglio di me, quindi, può capire le aspirazioni, le speranze e la paura del futuro di tuo figlio? Ti però, incoraggialo e sostienilo!
      Una formazione umanistica è vero, non apre tante porte ma da gli strumenti per scardinarle, quelle porte.

  4. Se conoscessimo la storia non continueremmo a fare gli stessi errori, sempre e dovunque. Purtroppo la conosciamo poco e le nuove generazioni, grazie alle meravigliose riforme della scuola, ancora meno.
    E comunque, anche leggere Plutarco, di tanto in tanto, non farebbe male…

  5. L’unica cosa che possiamo e ci resta da fare è impegnarsi a educare i bambini di oggi,quelli che diventeranno gli uomini di domani…Mattarell e panell fanno è figliè bbell. Ciao Josè…piccola idiozia finale che nasconde una piccola speranza!

      • Chiaramente il Mattarell è riferito al nome del nostro nuovo Presidente…quello che ha ispirato il “Mattarellum”. Non essendo un’esperto in politica ho temuto che venisse eletto colui che porta il nome di “Porcellum”…forse ho l’idee un pò confuse. 🙂 Comunque il detto è : mazz e panell fanno è figliè bbell!

  6. Bello leggere in queste righe ancora tanta speranza….nel potenziale umano.Io credo che il cambiamento deve avvenire dentro ciascuno di noi…..non omologhiamoci ……possiamo farcela…..grazie e sempre più convinta che gli studi classici servono ad arricchirci…..continua così grande amica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...