Morale della favola

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E poi, un giorno, ti senti abbastanza grande da ricominciare a leggere le favole.

A voce alta, d’un fiato, fino alla fine.

C’era una volta.

E quando arrivi all’ultima pagina senti che la favola non è finita lì.

Che una favola deve sempre insegnare qualcosa. Allora indugi un po’, aspettando di imparare.

La volpe e l’uva, la rana e lo scorpione, la pecora e il leone, la cicala e la formica. Una volta erano loro a farti la morale.

Oggi ci sono lupi travestiti da improbabili agnelli capaci di fare la morale persino alle favole.

Ci sono falchi, colombe, avvoltoi, giaguari, pitonesse, caimani, grilli e grillini che, osannati e applauditi, dicono cose che non dicono nulla.

E, intanto, noi avanziamo. Ad uno ad uno, con il passo rassegnato delle pecore spinte nella stalla.

Se non ci fossero bisognerebbe inventarli quelli che hanno sempre un principio da sbandierare, una regola da spiegare, una lezione di vita da dare.

Quelli che raccontano le storie dove i buoni vincono sempre, i cattivi perdono sempre e le principesse si svegliano sempre con un bacio.

C’era una volta.

Un bimbo, una volta, sgranando gli occhi, gridò con innocenza: “Il re è nudo!”. Ciononostante, il sovrano continuò imperterrito a sfilare come se nulla fosse. E i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c’era.

Oggi, invece, il re è vestito di tutto punto e noi siamo in mutande. E mentre lui continua a sfilare come se niente fosse, tocca a noi tirare, di qua e di là, la coperta di un inesistente tessuto.

E se le favole non cambiano è perchè le virtù e i vizi degli uomini sono sempre  gli stessi.

Anche oggi si continua a gridare “Al lupo, al lupo!” quando il lupo ancora non c’è. E, anche oggi, le pecore vengono sempre sbranate dal lupo, quando poi il lupo arriva veramente.

Perchè si fa presto a diventare lupo quando attorno ci sono solo pecore.

Si fa presto a diventare cicala quando il lavoro sporco si fa fare alla formica.

Si fa presto a dire che l’uva è acerba quando non si abbassa al livello della volpe.

Così è. Fine della storia.

E la morale della favola è che io, che non sono certo una volpe, quando non arrivo all’uva salgo sulla scala. O metto il tacco 12.

 

 

 

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37 pensieri su “Morale della favola

    • Grazie! E mentre io postulo, di te apprezzo la minuziona descrizione dei tuoi stati d’animo. Tuoi ma che potrebbero essere di chiunque.
      Ti leggo sempre con grande piacere e interesse, insomma! 🙂

  1. Quando leggo un tuo post non trovo mai niente da aggiungere.Con le parole come Michelangelo quando scolpiva quelle opere conosciute come ” il non finito michelangiolesco” arrivando all’essenza di quello che voleva rappresentare.Non un granello di marmo in più’ ne’ uno di meno…
    Non una parola di più’ ne’ una di meno….

    • Quando leggo un tuo commento mi emoziono sempre un po’. Perché so che nelle tue parole non c’è adulazione, né compiacimento.
      Solo affetto, tanto affetto sincero. Grazie Pié!

  2. Destinati ad essere sbranati dai lupi, quei lupi che vogliono farci credere che Juve-Roma è un problema da portare in Parlamento, quei lupi che non si abbasseranno mai al livello della volpe, ma non avranno mai la saggezza e la scaltrezza di prendere una scala per arrivare li dove la volpe non può
    Questi lupi non li caccia nessuno, anche loro godono di buona protezione e non certamente dal WWF ma da una CASTA composta dalla stessa specie

    • Io, caro Nino, non avrei saputo dirlo meglio.
      Hai colto in pieno la metafora del post e se stavolta ho usato la favola é perché ho le palle piene di chi, quotidianamente, ci racconta la favoletta. E di ‘sto passo non ci sarà mai un “lieto fine”.
      Bentornato Nino, sei mancato a me e a PindaricaMente. 😊

  3. Ecco il mio errore, per anni ho tentato di prendere l’uva con le infradito. Grazie Jo! Corro a prendere un tacco 12…

    • Non sai quanto mi piacerebbe ma io, più in alto di 12 cm, comincio già a soffrire di vertigini.
      Però, sovente, mi arrampico sugli specchi, non sempre con buoni risultati, ovvio! 😜

  4. In questo momento il lupo si è tolto la giacca e rimane in manica di camicia “Bianca”,è uno di noi…………che tristezza,grazie di cuore……..

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