Cum grano salis

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Poi, con calma, vorrei che qualcuno mi spiegasse il senso.

Di pubblicare, ad oltranza, video di uomini decapitati. Come se quei video potessero aggiungere qualcosa in più ad una storia, già di per sè, agghiacciante.

Di postare, su facebook, foto di un ragazzo morto ammazzato. Come se il primo piano del foro del proiettile o il pallore della morte servissero a far cessare il dolore.

Di diffondere immagini di una donna, nuda e legata, che ha appena subito uno stupro di gruppo. Come se quelle immagini non equivalessero a violentarla per la seconda volta.

Di divulgare foto di bambini con gli arti mozzati o dilaniati dalla guerra. Come se combattere una guerra non fosse, a priori, una terribile sconfitta.

Vorrei che qualcuno, con calma, mi spiegasse perchè, per gonfiare l’onda emotiva, si deve, ogni volta, far leva sul sensazionalismo.

Perchè capita poi che, nella confusione delle emozioni, si perdano di vista le coordinate del buonsenso.

E che si smarrisca il senso della misura.

E che si vada talmente oltre il senso comune da non riuscire più a tornare indietro.

Quando capita, io trasecolo. E resto attonita. E me ne sto lì, con le ciglia aggrottate e il magone in gola.

Di tutti i sensi, il buonsenso, è quello che, ad alcuni, funziona peggio.

Perchè si può raccontare una storia anche senza aggiungere, a latere, immagini che sanno di morte.

Perchè si può soffrire anche senza pubblicare, a tutta pagina, la foto di chi è sul letto di un obitorio.

Che di tutte le cose solo l’amore non può essere affrontato con la ragione o con il buonsenso.

Per tutto il resto ci vuole discernimento. E l’aggiunta di un pizzico di sale.

In fondo, è sempre una questione di cum grano salis. Perchè chi ha un minimo di buonsenso, il mondo lo misura così, con il senso del pudore.

Buonsenso a tutti, in tutti i sensi.

 

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39 pensieri su “Cum grano salis

  1. un senso ce l’ha,
    abbiamo lo stesso patrimonio genetico degli antichi romani,
    quelli che godevano nel vedere i gladiatori massacrarsi, i cristiani divorati dalle belve e le vergini sventrate da tori e cavalli. Un delirio collettivo

    sai quanta gente guarda le corse di auto e moto sperando in un incidente in diretta, meglio se mortale???

    c’è chi sostiene che l’altrui sangue disseti in qualche modo il bisogno di violenza e morte, quindi ha aspetti terapeutici

    • Le tue motivazioni storico- sociologiche non fanno una piega. Anzi, contengono delle sacrosante verità. Io, nel post, chiedevo a qualcuno di spiegarmi il senso. E tu lo hai fatto. E ora che so qual é, continuo a non condividerlo, con convinzione ancora maggiore.
      Grazie Tads, come sempre.

      • neanche io lo condivido, sia chiaro, tanto meno giustifico, ci mancherebbe. L’uomo, inteso come specie, è attratto dalla violenza, da sempre. C’è anche un altro aspetto negativo, la normalizzazione, quando le decapitazioni diventeranno 10/15 o 20, passeranno in seconda, terza o quarta pagina e diventeranno quotidianità.

  2. Un “giocoliere di parole”.
    Ecco quello che sei .
    la tua abilità nel gettare le parole in aria e poi riprenderle dando loro un disegno armonico è sorprendente.
    Mi stupisci sempre come un bambino davanti ad un nuovo gioco…
    Grazie!

    • Grazie a te per le bellissime parole.
      Giocoliere di parole è una definizione che mi piace tantissimo e rende davvero l’idea. Le parole da qualche parte ci sono già, io mi limito a giocarci e a disporle come pare a me.
      E in questo ho avuta una maestra esemplare….

    • Facendo parte della categoria che citi tu, mi chiedo allora che senso abbia obbligarci a frequentare dei costosissimi corsi di deontologia se poi il motore dell’informazione è la spettacolarizzazione della morte o del sangue o del sesso. Che, a mio avviso, di etico ha ben poco! 😦

      • Perché fa notizia? Perché la gente si nutre delle carcasse, dei dolori, delle disgrazie altrui?
        Perché siamo diventati un popolo di guardoni senza piú una morale?
        Bhe, io come altri mi ribello ad essere messa nella mischia.
        E gli unici che possono fare qualcosa per cambiare le cose siamo noi. Come?
        Questo non lo so.
        Personalmente non guardo più i tg per questo motivo ma non é di sicuro una soluzione.
        Mi sento disarmata e nauseata

      • Mi associo a PindaricaMente: anche io mi sento esattamente così. Ed è questo il motivo per cui mi rifiuto di vedere video simili… o foto simili. Purtroppo a volte ci vengono letteralmente vomitate addosso, e non possiamo evitarle.

      • Ci vengono vomitate addosso con la scusa del “diritto di cronaca”.
        Che é appunto una scusa, perché si può fare informazione anche senza l’uso o l’abuso di immagini cosi forti.
        Io non riesco a tollerarle e di conseguenza non tollero chi urta la mia sensibilità.

  3. Non credo che esista un senso, banalmente viviamo in un mondo che guarda ma non vede. Sterile curiosità: con lo stesso interesse guardiano due che scopano al Grande Fratello e la violenza di una decapitazione in diretta. “Cinico TV”.

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