Figli di nessuno

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Che poi a me coso lì, Telemaco, è sempre stato un po’ sulle palle (a dire la verità anche il secondo figlio di Ulisse, Alberto Angela, ma questo è un altro discorso).

Generazione Telemaco.

Renzi, uno che con i Proci ci ha fatto le larghe intese, ha detto che siamo la generazione Telemaco. Secondo lui, quindi, siamo tutti figli di Nessuno.

Io, di certo, no. Perchè mio padre non è Ulisse visto che non è mai andato per mari a copulare con le ninfe. E mia madre non è Penelope perchè ha difficoltà pure ad attaccare un bottone, figuriamoci a ricamare una tela (e quello che penso di Penelope l’ho già scritto qui, dunque meglio non tornarci sopra).

Io poi non sono Telemaco.

Perchè Telemaco è uno che “combatte da lontano”, un timoroso, un non protagonista. Un bamboccione, insomma. Uno che parte per un lungo e infruttuoso viaggio alla ricerca del padre solo perchè la saggia Atena lo obbliga a darsi una mossa. “Non potrai mica pensare di restare qui ad attendere?”, gli dice un giorno. Fosse stato per lui, invece, se ne sarebbe rimasto altri vent’anni a giocare alla playstation insieme agli amici.

Ed io mi sento più della generazione Enea, quello della pietas, del rispetto, del senso del dovere. O piuttosto della generazione Eracle, quello delle dodici fatiche.

Abbiamo il dovere di meritare l’eredità. Renzi ha concluso così il suo discorso davanti al Parlamento europeo. E invece a me risulta che il rampollo omerico se ne sia stato lì, per anni ed anni, ad “aspettare la nave” del padre. Senza fare nulla. Senza saper fare nulla.

E questo non è meritare l’eredità. Questo è essere figli di papà. E’ essere della generazione Zio Paperone.

Fatto sta che, alla fine, questa storia di Telemaco è diventata un tormentone peggio del pulcino Pio. Al bar ho sentito addirittura un tizio affermare, con una certa convinzione, che Telecom deriva appunto da Telemaco. Cosi, per un attimo, mi sono sentita un’astronauta di Odissea nello spazio (o meglio nello strazio).

E, comunque, anche se l’Odissea non la conosco bene come Renzi, mi pare però di ricordare che ‘sto Telemaco non faccia neppure una bella fine.

O forse Renzi voleva dire che siamo la generazione Telemike?

 

 

 

 

 

 

 

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23 pensieri su “Figli di nessuno

  1. In realtà a me la Telemachia (i primi 4 libri dell’Odissea) non dispiace, e i viaggi di Telemaco da Menelao e da Nestore sono interessanti. E lui torna da queste piccole spedizioni indubbiamente cambiato. Ma tanto Renzi non citava Omero, citava Recalcati, cioè Repubblica, cioè la vague cultural-rad-chic del momento (se avendo letto il suo libro o solo le recensioni e/o gli elezeviri dello stesso Recalcati su Repubblica non so dire).

    • So benissimo che Renzi citava Recalcati (le citazioni ultimamente vanno tanto di moda quando il proprio sacco é rimasto senza farina).
      Dubito che Renzi o chi per lui abbia letto Recalcati. Io si, invece. E Recalcati affronta il complesso di Telemaco come antitetico a quello di Edipo. Dunque, non ci azzecca una mazza nel discorso che voleva fare Renzi! 🙂
      Grazie del commento e di essere passata da queste parti!

      • Scusa, mi è partito il commento. Dicevo che concordo sul non entrarci nulla. L’operazione, in perfetto triple conding, è comunque, purtroppo, ancora una volta estremamente riuscita.

  2. siamo una generazione di Teleminchia, anzi, accrescitivo, Teleminchioni,
    Mi sa che Telemaco sia figlio del peccato, Penelope deve aver intessuto qualche tresca laida con un servo, suggerisco di sottoporre il figlio di Ulisse alla prova del DNA
    TADS
    ps: complimenti sinceri, accoppiare cultura e ironia è roba spessa 😉

    • Grazie Tads, non potevi farmi complimento più bello. E lo apprezzo doppiamente perché so essere sincero. E siccome siamo tutti “figghi i nuddu” sai benissimo che la stima é reciproca! 🙂

  3. Sei forte cara amica è semplicissimo etichettarci con un nome piuttosto che risolvere i problemi; siamo ormai una bella generazione di fenomeni…..e quelli che stanno al potere ci prendono solo in giro…..ride bene chi ride ultimooooooooo……..almeno la passione per la vita, e solo quella che ci fa andare ancora avanti visto che i sogni ce li frantumano ogni giorno, non se la possono vendere al migliore offerente…..grazie per la lucidità con cui in poche righe sei riuscita ad emozionarmi…….Daniela

  4. Ah esso probabilmente era autoreferenziale! siamo sempre nelle mani di tizi che dispongono delle nostre vite pubbliche privatizzandole in ogni dove sono sempre vissuti in mondi paralleli mitici ma non nei nostri affaticati dal sopravvivere alle loro idiozie di rampolli incompetenti. brava mi hai fatto ridere perchèpurtroppo il tutto mi fa molto rodere

  5. ..
    Uno dei tuoi post più ironici, divertenti e intelligenti! sei un mito Josì , destinata a passare alla Storia…speriamo non come Penelope!

  6. Grande Jò! La prossima volta a quel bischero di Renzi il discorso faglielo te. Mi firmo Marina Grimm e ci siamo capite!

  7. che poi, l’eredità non la stiamo meritando. La stiamo pagando. Mi pare ci sia una discreta differenza. Secondariamente, il personaggio più insulso di tutta l’Odissea, Telemaco. meglio di lui, pure Argo, il cane, che pare essere un tantino più sveglio del rampollo. Comunque anche secondo me, si riferiva a Telemike.

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