Storie di treni e di binari morti

wpid-partire

Sono tre le cose certe della vita. La morte, le tasse e i treni in ritardo.

Persino il treno famoso, quello che passa una sola volta nella vita, non è mai puntuale.

Il mio, ad esempio, l’ho aspettato per giorni e giorni. Forse per anni. Seduta su una panchina della stazione ho atteso il suo arrivo. Invano, visto che non è mai accaduto nulla. Proprio nulla.

In quel crocevia di vite ho visto treni presi in faccia, coincidenze saltate, valigie smarrite. Ho visto treni deragliare alla prima curva ed altri arrivare sul binario sbagliato. Ho visto rotaie arrugginire e binari morti puzzare di piscio.

Ho pure avuto il sospetto che, l’attesa del treno, fosse essa stessa il treno.

Invece no, quando passare lo decide lui. Solo lui.

La data, l’ora, il minuto, l’istante.

E non c’è una ragione. Non si sa perchè proprio in quel momento lì. Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio non pensarci sennò si diventa matti.

Una mattina, insomma, alzi lo sguardo, vedi un treno e pensi che devi salirci. Per forza. Perchè quello è il treno. Proprio lui, quello che passa una volta sola.

Così stavolta ci sono salita. Mi sono pure scelta il posto lato finestrino. Per godermi meglio il panorama. Per poter salutare, in ogni stazione, tutti coloro per i quali il treno perso sono stata io.

E poi, durante il viaggio ho capito.

Ho capito che il tratto di strada che mi ha portata fin lì andava comunque percorso a piedi.

Ho capito che qualsiasi binario, alla fine, è sempre un binario morto. Perchè è il treno che ci passa sopra che lo rende vivo per un attimo.

Ed ho capito che solo i treni giornalieri si aspettano. Quello che passa una volta sola no. A quello che passa una volta sola ci si va incontro.

 

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27 pensieri su “Storie di treni e di binari morti

      • ahahahah come mando in vacca io mai nessuno vero? Però se non lo faccio io chi lo fa? Bisogna pure che io divaghi da qualche parte che già i miei post son seriosi di loro!

      • e mi sa che dovrò aspettare i prossimi perchè, se non ho commesso sviste madornali mi sa che me li sono letti tutti! 😀

      • Davvero?! E sei sopravvissuto?
        (Grazie, ne sono davvero lusingata! ❤️)
        Per il prossimo non ho tante idee e neanche tanto tempo, ma qualcosa mi inventerò. 😊

      • si si sono sopravvissuto e pure tu hai miei sporadici interventi!:-D
        Io di idee o meglio di post che ho già in testa ne ho tanti ma, la realtà della vita di tutti i giorni mi rema contro e mi rovina il buonumore e così anche oggi un ennesimo post serio. Sigh!

      • Se ci riesci accomodati pure! Ma secondo me è meglio che butti in vacca quello precedente il penultimo che mi sa pure ti è sfuggito!:-D

  1. E niente…oggi non ho proprio voglia di lavorare. E così mi sono messo a fare un ripasso del tuo blog, un po’ come riprendere in mano un romanzo che avevi letto anni prima, di cui non ti ricordi bene la trama, ricordi bene però le sensazioni che avevi provato mentre lo leggevi. Ecco, proprio così! Questo post è bellissimo, ad esempio, non ricordo se allora l’avevo letto, penso di no. E poi mi fa smuovere cose che mi frullano da qualche giorno. Va be’, così per dire…se permetti continuo a leggere eh!

    • Cosa sei andato a riesumare!
      Se questo post lo dovessi scrivere oggi, lo scriverei completamente diverso.
      Forse perché, col senno di poi, ho capito che quel treno era comunque destinato a deragliare.
      Era su un binario unico, per dirla con una metafora attuale.
      Sono contenta che tu stia passeggiando qua e là nel mio blog. Buona continuazione!
      (Stasera anche io verrò a fare un ripasso del tuo, sfruttando la tua preziosissima guida 😊)

  2. che dire? proprio un bellissimo pezzo … complimenti e continua così, ma lascia perdere le stazioni: non si fanno mai dei bei incontri lì

  3. Per carità…. non parliamo di treni, perchè ho lavorato con i treni per almeno otto anni, e uno….dico uno….fosse stato per me quello buono. Mai , eppure stavo li sempre in mezzo a loro. O forse il treno della vita lo si aspetta o si cerca altrove ?

  4. son giorni piuttosto irrequieti, per cui non sono certa di aver dato al post l’interpretazione esatta. quel che è certo, però, è che leggendo respiravo una certa pacatezza. proprio il ritmo del respiro s’era fatto arioso e disteso.

    • Non avresti potuto farmi complimento più bello! Grazie!!!
      I post sono comunque personali e non c’è un’interpretazione univoca. Ognuno le metafore le decodifica come meglio crede. In base all’ umore del momento o all’ empatia con le parole che si crea leggendole. Se sono comunque riuscita a trasmetterti qualcosa sono davvero contenta. Per me e per te! 😉

  5. Vero, l’importante è partire! Anche perché a volte i treni passano ma tu non hai voglia di alzare lo sguardo, e un motivo ci sarà 🙂 Se un treno passa e tu non lo vedi, o non lo vuoi guardare, dev’essere per forza un treno che hai perso? Semplicemente non l’hai preso; quando sei pronto a prenderlo, intanto vai alla stazione 🙂 si capisce qualcosa? Mi rendo conto che la mia è una posizione un po’ relativistica… 🙂

    • Ho capito perfettamente e concordo con te. Se non alzi nemmeno lo sguardo forse perché senti che non è quello il treno giusto. Dunque perché sprecare tempo?
      Nell’ attesa si cambia, noi cambiamo e forse il treno è lo stesso ma siamo noi che lo percepiamo diversamente. Chissà… Mi hai confuso le idee! 😉

  6. Ti leggo spesso ma trovo questo uno dei tuoi post piu riusciti. Il detto e il non detto si bilanciano perfettamente. E dentro il non detto ognuno può metterci del suo rispecchiandosi nel tuo vissuto. L’uso delle metafore spesso cade nel ridicolo, tu invece hai trovato un’ottima chiave per raccontare una storia.
    Complimenti!

  7. Alcuni treni vengono una sola volta e altri invece no . Tutti i treni hanno una destinazione e altri invece non ce li hanno . Dipende tutto da dove vanno . Solo loro possono decidere se andare in un posto oppure ad in molti altri

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