Cose dell’altro mondo

Listener2

L’ultima volta che ci siamo viste ricordo di averle chiesto “Quando ci rivedremo?”.

“Quannu l’acqua tene ‘nto panaru” mi aveva risposto. Ho capito così che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto mia nonna. Perchè l’acqua non potrà mai stare in un paniere. Mai e poi mai.

Poco dopo i suoi occhi si sono chiusi. Per sempre.

Qualche notte fa l’ho sognata. Un sogno bellissimo, di quelli che sembrano veri.

Aveva i capelli messi in piega, la camicetta a fiori e le scarpe aperte davanti per lasciare posto a quel fastidioso alluce valgo. Profumava di borotalco, come sempre.

Ci siamo raccontate tante cose, di questo e dell’altro mondo.

“Cosa fai di bello lassù?” le ho chiesto. “Faccio accoglienza” mi ha risposto. Ed ha sorriso.

Perchè nell’altra metà del cielo ognuno ha il suo posto. Ognuno ha il suo compito e, in ogni compito, c’è un pezzo della propria storia. Mia nonna fa accoglienza e non avrebbero potuto assegnarle compito più bello.

Io, lassù, lo immagino così. Uno spazio immenso, alla fine del tunnel. Un grande albergo, un giardino fiorito. L’ambiente è ospitale, la conduzione è familiare. Ogni camera è un piccolo angolo di paradiso. E odore di borotalco, ovunque.

Querce secolari, alberi che sembrano toccare il cielo, frutti che hanno tutto un altro sapore. Piscine in cui rigenerarsi, fontane in cui rinfrescarsi, benessere per il corpo, terme per l’anima. Anche la cucina, lassù, è divina.

Perchè lassù si può mangiare quello che si vuole senza ingrassare mai. Lassù non ci sono file da fare, cose da comprare, faccende inutili da sbrigare. Non ci sono rughe da nascondere, capelli bianchi da tingere, mode da seguire. Lassù si archiviano cose che vanno dimenticate, si vedono cose che non esistono, accadono cose che si possono solo immaginare. E poi si balla sempre, anche quando la musica è finita. Lassù ogni storia è a lieto fine.

E prima o poi, ci si ritrova tutti. E si ritrovano, anche, tutte quelle persone a cui non si è potuto dire grazie. O scusa.

Un posto incredibile. Lo immagino, più o meno, così.

Qualcosa di simile alla sensazione che si prova quando ci si toglie le scarpe a fine giornata. Sollievo, piacere, meraviglia.

Mia nonna, dunque, si occupa dell’accoglienza. Basta un suo sorriso per sentirsi a casa. Basta un sorriso, non serve altro.

Per altri dettagli sul soggiorno, chiamare alla reception, ore pasti, e chiedere di Nonna. (Max serietà, astenersi perditempo).

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7 pensieri su “Cose dell’altro mondo

  1. che bei sogni…
    avere la nonna concierge nel Grand Hotel del Paradiso è già roba spessa,
    questo post evidenzia tutto il tuo amore nei suoi confronti. Bello.
    TADS

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