Natura morta con banana

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Che poi, io, nemmeno ci volevo andare.

Perchè ci sono cose nella vita che non capirò mai. La regola del fuorigioco, le quotazioni in borsa e neanche le divisioni con la virgola.

Alla fine, invece, ci sono andata. Ad una mostra di artisti concettuali che esponevano opere concettuali elaborate attraverso mappe, manco a dirlo, concettuali.

Ecco un’altra cosa che nella vita non capirò mai, l’arte contemporanea. Quella talmente contemporanea che non hanno ancora inventato le parole giuste per descriverla. E allora si ricorre a parole vuote di senso. Parole che significano tutto e il contrario di tutto. Come sensoriale o estetica o metafisica. Oppure concettuale.

Ma che dice quello?” “Eh…e che dice? Spiega le cose che noi non potemo capi’ “. Mi sono sentita come la moglie buzzicona di Alberto Sordi in visita alla Biennale di Venezia nel film “Dove vai in vacanza?”. Un po’ disorientata, un po’ confusa e anche un po’ ignorante. E come lei, con una gran voglia di stravaccarmi su una sedia aspettando di essere scambiata per un’opera d’arte. Ecco, è così che mi sono sentita.

Ne ho viste di tutti i colori. Letteralmente. Un quadro tutto bianco con un paio di righe rosse e blu. Rappresenta la Confusione, mi hanno detto. Un dipinto totalmente nero. Raffigura la Tristezza, mi hanno spiegato. Una tela con un buco al centro. Quello squarcio improvviso riproduce l’Infinito, ha commentato qualcuno. Esprime il buio cristallizzato che è dentro di noi, ha detto, invece, qualcun altro.

Siccome volevo capirci di più, mi sono avvicinata a leggere la didascalia dell’opera. “Bloccato un soffio prima dell’astratto”, c’era scritto. Che è quasi come tarapia tapioca, una  supercazzola prematurata.

Alberi secchi appesi per aria, materiali edili ammucchiati nel centro di una stanza, scatole di scarpe vuote, preservativi usati, colori sbrodolati sul pavimento, sculture fatte con lo scotch da pacchi, disegni simili a quelli dei bambini dell’asilo. Sembravano scarabocchi. Invece sono metafore, così mi hanno detto.

E poi ho visto tante banane. Nature morte con banane morte, nature morte con banane che parevano vive, nature morte con banane morte ma quasi resuscitate.

Ho visto alcuni impegnati a leggere e studiare queste opere d’arte, altri prendere appunti oppure stare in riverente silenzio davanti alla loro banana preferita. E un po’ li ho invidiati. Perchè nei loro volti c’era lo stupore, la meraviglia, l’entusiasmo.

E invece per me una banana è solo una banana, un buco è solo un buco e una scatola di scarpe vuota è solo una scatola di scarpe vuota. Nient’altro.

Il quadro più interessante che ho visto è stato quello con la scritta Uscita.

E uscendo ho capito che l’arte contemporanea non è concettualmente brutta. E’ diversamente bella. E che anche una banana, disegnata alla mentula canis, costa un fottio.

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13 pensieri su “Natura morta con banana

  1. “ad mentula canis” : Ecco la massima espressione dell’arte concettuale-contemporanea – secondo me che non sono un acculturato –
    Secondo gli acculturati, invece è questa :
    “L’espressione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa”
    Secondo voi è tutto chiaro ?
    Faremo prima a capire :
    La regola del fuorigioco, le quotazioni in borsa e le divisioni con la virgola.
    Buon’arte a tutti

    • Caro Nino, mi consola sapere di non essere l’unica a non capire certe cose. In ogni caso tu sei piu acculturato di me visto che la regola del fuorigioco la conosci! (E non provare a spiegarmela tanto non la capisco!!!)

      • facile !! Se io ti passo la palla e tu sei in linea con gli ultimi giocatori davanti al portiere, se fai gol è regolare. Sei in fuori gioco o “offside”, (come preferiscono dire alcuni cronisti ca si spacchiunu) se io ti passo la palla e tu ti trovi alle spalle di quei giocatori

  2. Vado alla biennale, è vicina, poi se ne parla. Almeno c’è qualcosa da dire durante le cene in cui il primo che parla di politica si becca un sacco di insulti. L’arte invece fa bene, disorienta. Consiglierei ai politici scrittori di smetterla di scrivere libri che nessuno legge e di passare all’arte. Concettuale mi piace, sa di preciso, poi non è vero ma va bene lo stesso, è il concetto che conta, no? Io seguo il metodo mark twain, cioè per arrivare a bello prima utilizzo tutti gli aggettivi inferiori, una buona base è vomitevole, oppure terribile. Poi si sale. Mi è piaciuta molto la tua visita quand’e che si va a vedere una mostra assieme?

    • Fra un po’. Per il momento devo disintossicarmi dall’ultima! Poi andremo insiema alla biennale.E mentre tu andrai a prendermi qualcosa da bere, io mi siederò nella famosa sedia della moglie di Alberto Sordi aspettando che qualche appassionato d’arte americano mi compri per diciotto milioni! Ed ecco che abbiamo svoltato… 😉

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