Sliding doors

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Un bivio, uno snodo, porte che si chiudono, altre che si aprono, treni mancati per un soffio, occasioni perdute.

Sliding doors.

Guardi nella direzione sbagliata oppure è il destino che cambia rotta e ti ritrovi a pensare “cosa sarebbe successo se fosse andata diversamente?”.

E allora inserisci il rewind, torni al punto di partenza e, mentalmente, ripercorri la storia, cambiandone il finale.

Ucronìa, si chiama così. E’ la ricostruzione della storia o di eventi del passato sulla base di ciò che sarebbe potuto accadere o di fatti ipotetici e fittizi invece dei fatti realmente accaduti.

Se avessi accettato quell’ invito a cena, se non fossi andata in quel posto, se avessi comprato quella cosa, se avessi scelto bianco anzichè nero, se avessi preso l’iniziativa, se non l’avessi preso, se avessi insistito, se fossi rimasta, se me ne fossi andata.

Insomma, chissà come sarebbe andata a finire se quel pezzo di puzzle si fosse incastrato diversamente.

Ad esempio, cosa sarebbe successo se Beatrice non avesse fatto tanto la preziosa? Il povero Dante, probabilmente, non avrebbe sofferto le pene dell’inferno, non si sarebbe smarrito nella selva oscura e non avrebbe scritto la Divina Commedia.

E senza la Divina Commedia io, oggi, sarei una grande criminologa. Invece, visto che i miei genitori insistevano tanto perchè facessi la professoressa, ho studiato Lettere e se studi Lettere, alla fine, vuoi non scrivere una tesi di laurea sulla Divina Commedia? E’ la morte sua! A me, ad esempio, è toccato il 32° Canto del Purgatorio.

E cosa sarebbe successo, se quell’ovulo e quello spermatozoo invece di unirsi per sempre si fossero ignorati? Praticamente non sarebbe nato Matteo, io non sarei zia di uno splendido marmocchio che, storpiando il mio nome, mi chiama “zia Lotè” e che da due anni e mezzo riempie le mie giornate, dando loro un senso.

E cosa sarebbe successo se quel giorno Cristoforo Colombo non si fosse perso? Non avremmo importato dall’America le patate, le zucchine e nemmeno i pomodori per fare u strattu, non saremmo invasi da iPhone, iPod, iPad, non saremmo obbligati a mangiare le prugne della California per digerire i panini del Mc Donald’s e non saremmo costretti a vedere certe americanate al cinema.

Ricapitolando: se Colombo non avesse smarrito la strada, oggi saremmo circondati da ristoranti indiani, non esisterebbe la cellulite e Tom Cruise, senza effetti speciali, si sarebbe già sfracellato contro la facciata dell’Empire State Building; se non ci fosse Matteo non farei la pendolare in aereo su e giù per l’Italia e di conseguenza l’Alitalia continuerebbe ad essere una bad company; se Dante e Beatrice, invece di fare i bischeri e guardarsi platonicamente negli occhi  avessero “quagliato”, la mia tesi di laurea, invece che sulla Divina Commedia, sarebbe stata sulla fenomenologia di CSI.

Ed io, invece di essere qui a scrivere questo post, sarei nello studio di Porta a Porta a disquisire con la mia collega (la dott.ssa Bruzzone) davanti al plastico della villetta di Avetrana.

La vita è tutta una questione di sliding doors!

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6 pensieri su “Sliding doors

  1. ….e io continuo a stupirmi sempre di più e cresce il mio rammarico per aver perso l’occasione di poter prendere un caffè insieme a te

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