La guerra dei sessi

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Il genere umano, oggi,  non si divide più in maschile e femminile.

Una volta c’era il classico masculo e fimmina, ora invece siamo circondati da un’immensa e ibrida varietà di generi e pratiche sessuali dai nomi spesso improbabili:

  • omosex, che mia nonna chiamerebbe “chiddi di l’autra sponda”,
  • bisex “chiddi ca nna simana stanu supra na sponda e a simana dopu passanu all’autra“,
  • trans “chiddi ca sunnu accussi cunfunnuti ca nun sannu na quale sponda stare”,
  • metrosexual “i masculi ca hannu ciù fisime re fimmine”,
  • scambisti “curnuti consenzienti“,
  • drag queen “masculi ca si vestunu comu se fussi sempre cannaluvari“.

Recentemente poi ho scoperto che esistono anche i criptogay, dal greco κρυπτός “nascosto” (…boh! forse sono quelli che lo fanno di nascosto o come direbbe sempre mia nonna ammucciune!)

A proposito di mia nonna, sorrido ancora al ricordo della prima volta che vide un trans!

Giuseppe mancava dal nostro quartiere da circa dieci anni, era partito dalla Sicilia alla volta del nord in cerca di fortuna e,  a detta della sua famiglia, si era stabilito a Milano  ed aveva deciso di rimanere nel continente.

Non tornava a casa da tanto tempo perchè, dicevano, troppo impegnato con il lavoro.

Una mattina d’estate, mentre mia nonna stava per uscire dal portone di casa, incrociò una ragazza alta, bionda, anzi biondissima, formosa anzi formosissima con un seno straripante e truccata pesantemente.

“Buongiorno cummare– disse la ragazza a mia nonna con una voce decisamente baritonale- si ricorda di me?”

Mia nonna si avvicinò, la guardò bene, notò degli spuntoni di barba che facevano capolino dal suo viso, nonostante lo strato spesso di fondotinta, e candidamente esclamò: “Certo, si Giuseppe!”

Ma la ragazza, offesa e stizzita replicò col suo accento siculo-longobardo: “No, mia cara signora, non sono Giuseppe, sono Ivana!”.

Ma che Ivana e Ivana– rispose mia nonna- tu si Giuseppe!”.

Questo tira e molla andò avanti per un pò, mentre io cercavo di spiegare a mia nonna quello che era successo a Giuseppe nei dieci anni di lontananza dalla Sicilia.

Ma mia nonna era sempre più in confusione!

Si rifiutava di capire come fosse possibile che un bel giorno uno parte per Milano chiamandosi Giuseppe e dopo dieci anni torna e dice di chiamarsi Ivana!

“No, sta cosa proprio nun nna capisciu! E comunque, se proprio lo vuoi sapere– disse rivolgendosi a Giuseppe/Ivana – eri bruttu comu masculu e ssi ancora ciù bruttu comu fimmina!”

E’ risaputo, gli anziani come i bambini sono ingenuamente saggi!

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2 pensieri su “La guerra dei sessi

  1. Spesso mi capita di incontrare Drag Qeen e Metrosexsual Per esempio,ne conosco uno che la mattina se non mette il fondotinta non esce di casa Crede che la donne gli cascano ai piedi Se io fossi una donna lo eviterei Uno col fondotinta mi fa senso

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